Un Etf sui Green Bond globali
L’offerta di L&G che mira alle obbligazioni verdi si affida ad un mix governativo e corporate, con filtro aggiuntivo Esg
L’offerta di emissioni obbligazionarie classificate come verdi continua ad essere catalizzante nel mercato primario internazionale, e di conseguenza anche a livello di nuovi Etf legati a tale tematica non cessano di presentarsi opportunità. Tra gli ultimi listing che abbracciano tali strumenti si segnala l’Etf L&G Esg Green Bond, che in estrema sintesi fornisce agli investitori esposizione ad un paniere di obbligazioni verdi a livello globale, puntando sia alle emissioni governative che societarie. I Green bond sono obbligazioni pensate per finanziare progetti verdi specifici, focalizzati ad esempio sulla diminuzione delle emissioni di gas serra per abbattere i rischi climatici. Si tratta di emissioni nate per finanziare progetti ad alta sostenibilità ambientale come il trattamento più efficiente di acqua e rifiuti, infrastrutture per trasporti più rispettose dell’ambiente, etc. Il prodotto di L&G guarda a green bond emessi nel credito in valuta forte (dollari Usa, Euro e Sterline) e in titoli di Stato, questi ultimi in valuta locale. Il fondo incorpora un focus sulle obbligazioni green che sono state riviste in modo indipendente dalla Climate Bonds Initiative, con l’obiettivo di dare priorità alle emissioni obbligazionarie che soddisfano quegli standard di certificazione. Si tratta di una metodologia di selezione che assegna più peso agli emittenti che vantano con punteggio superiore in base ai criteri Esg adottati e alle emissioni di "Certified Climate Bond", penalizzando al contempo le obbligazioni green che non sono state esaminate in modo indipendente. Per questo motivo oltre al nome Green bond la società ha scelto di affiancare il suffisso Esg al prodotto, elemento che a prima vista potrebbe sembrare ridondante ma in realtà lascia trasparire il doppio filtro adottato a monte. Questo ulteriore filtro impreziosisce l’indice sottostante, in quanto si evidenzia un +14% di Green bond certificati rispetto al benchmark JP Morgan Green Bond. La gamma esclude anche gli emittenti di obbligazioni con il punteggio Esg più basso e alcuni settori come i produttori di armi controverse, le società estrattive di carbone termico, le compagnie del tabacco, le sabbie bituminose e chi trasgredisce il Global Compact delle Nazioni Unite. Il mercato dei Green Bond è cresciuto enormemente e i margini di prosecuzione del trend restano intatti. Una ricerca di JP Morgan segnala che il numero di emittenti di green bond societari è quadruplicato da inizio 2017, e la famiglia di indici di obbligazioni green oggi conta 170 emittenti societari rispetto ai 40 dell'inizio del 2017. Secondo la Climate Bonds Initiative, nel 2019 sono stati emessi 258 miliardi di dollari americani di green bond contro i 171 miliardi del 2018, e la maggior parte di queste obbligazioni è stata emessa da società europee, ovvero il 45,3% delle emissioni totali del 2019. Tornando alle caratteristiche dell’indice, le emissioni governative sono prossime al 40%, seguite dal 30% scarso di corporate del settore finanziario, 20% circa dei consumi non ciclici, e quote residuali di altri settori. Il 93% dei bond in pancia è di livello investment grade, e l’indice vanta un rating creditizio medio pari ad A+ (circa il 20% ha rating AAA), derivante dal doppio filtro Esg adottato. L’area euro fa la parte del leone valendo circa i tre quarti del benchmark, rispetto al 22% di dollaro e 2% di sterline, ed anche in termini di rischio di cambio non ci sono criticità. E’ invece presente il rischio di tasso, in quanto la duration è prossima 8,7 anni: un rialzo troppo veloce nei rendimenti, dell’area euro in particolare, zavorrerebbe quindi le performance di breve periodo del sottostante. Tale dato va abbinato al rendimento a scadenza, attualmente fotografato allo 0,97% annuo lordo, derivante principalmente dalle esposizioni ai rating inferiori. Interessante osservare il legame non altissimo rispetto ad altri benchmark obbligazionari non Esg. Ad esempio, la correlazione a due anni verso l’indice JP Morgan Global Aggregate si limita a 0,56, confermata da valori simili per l’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate. Il portafoglio dell’Etf ingloba oggi 175 posizioni, rispetto alle 650 circa dell’indice, e i primi dieci componenti valgono il 25% del paniere. La replica dell’indice è di tipo fisico completo e il Ter applicato è dello 0,25% annuo, con distribuzione semestrale dei proventi.