LGIM accelera su megatrend Esg
La nuova proposta interessa le società mondiali attive nelle innovazioni sull'energia pulita
Il processo di integrazione di tematiche ad elevato rating ESG nei portafogli non è una opzione e LGIM coglie questa onda verde proponendo un nuovo Etf tematico in grado di assecondare tali esigenze. La nuova proposta interessa l’Etf L&G Clean Energy, che come sintetizza il nome stesso da la possibilità agli investitori di esporsi alle innovazioni e alle opportunità dell'energia pulita. L'obiettivo dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che punta ad aumentare in modo sostanziale la disponibilità di energia pulita accessibile entro il 2030, fa da cornice a questo listing. Utilizzando una strategia di investimento dinamica e attiva che valorizza i dati in tempo reale provenienti da oltre 120 mila gare d'appalto e contratti sull’energia in tutto il mondo, l'Etf è composto da un portafoglio di società che interessano l’intera catena del valore dell'energia pulita, fornendo un'alternativa praticabile e sostenibile al tradizionale settore energetico dominato dai combustibili fossili. L'Etf si appoggia all'esperienza di GlobalData, provider di informazioni all'avanguardia di settore e di ricerche sul comparto energetico globale, grazie alla copertura dell'intero spettro della catena del valore dell'energia, dai produttori, ai fornitori e alle industrie fino agli insight e tendenze a livello mondiale per tutte le tecnologie per la generazione dell’energia. L’indice sottostante è il Solactive Clean Energy, ribilanciato due volte l'anno mediante il processo di ricerca attiva per mantenere la diversificazione e intercettare i nuovi player e le tendenze del mercato globale dell'energia pulita, compresi i fornitori di componenti, i produttori di apparecchiature eoliche e solari originali e i produttori di energia nel settore solare, eolico, bioenergetico, idroelettrico, dell’energia oceanica e della geotermia. Il processo di selezione dell’indice fa si che vengano esclusi alcuni settori come la filiera del petrolio, del gas, del carbone, dei relativi impianti di trasmissione e distribuzione. D’altronde il cambiamento climatico è diventato un argomento chiave per gli investitori globali, e l’Europa per una volta vanta una posizione di vantaggio in tale ambito. Ad esempio, il solare e l’eolico sono visti raddoppiare la quota globale dell'energia entro i prossimi 5 anni. I recenti sviluppi sul fronte delle energie rinnovabili e del progressivo abbandono dei combustibili fossili sembrano incoraggianti, anche se momentaneamente messi in secondo piano dall’epidemia Covid-19. I progressi nel campo delle tecnologie rinnovabili hanno reso le energie sostenibili molto più economiche rispetto a 10 anni fa. In diversi Paesi a livello globale i fautori di queste forme di energia non fanno più affidamento su modelli tariffari onnicomprensivi come il conto energia e sussidi per i nuovi progetti. Secondo l'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), nel corso del prossimo decennio assisteremo a un ulteriore calo dei costi che favorirà in modo significativo la transizione a forme di energia alternativa e alla decarbonizzazione. E per l’Agenzia Internazionale dell'Energia le energie rinnovabili registreranno la crescita più rapida nella produzione di elettricità, fino a soddisfare quasi il 30% del fabbisogno nel 2023 (dal 24% del 2017). Si prevede che entro tale data copriranno oltre il 70% della maggiore produzione di elettricità a livello mondiale, trainate dal fotovoltaico solare e dall'eolico. Passando all’Etf e alle caratteristiche tecniche dell’indice si segnala un portafoglio relativamente concentrato, composto da 44 azioni distribuite su scala mondiale. Dove gli Usa valgono il 31% dell’indice, seguiti dal 23% dell’area euro (di cui Germania 8%), 16% di Giappone, 6% di Corea, etc. La volatilità è chiaramente importante (32% annua negli ultimi 12 mesi), e i singoli titoli con peso maggiore sono Enphase e Sunpower (entrambi al 3,5% circa), Nordex (3%), Ameresco (2,7%), etc. Il rischio di cambio è aperto e nonostante il fondo sia denominato in dollari chiaramente include quote di valute differenti come lo yen giapponese, il won coreano, etc. La replica dell’indice da parte dell’Etf è fisica completa, e la società ha scelto la versione ad accumulazione dei proventi, con un Ter dello 0,49% annuo. (riproduzione riservata)