Etf ad alto rendimento attento alla sostenibilità
Invesco coniuga le potenzialità delle emissioni high yield in dollari con i filtri Esg di Msci
In un ambiente di investimento tuttora particolarmente penalizzante per gli obbligazionisti, una delle vie di uscita per spuntare ritorni positivi è di incrementare in modo importante il rischio di credito. Anche le obbligazioni corporate di livello investment grade continuano oggi ad offrire performance attese deludenti, mentre il contesto ad alto rendimento e basso rating presenta sulla carta numeri appetibili. Al tempo stesso prosegue la cavalcata del tema della sostenibilità, attraverso filtri Esg che anche in ambito indicizzato sono chiari e oggettivi. In questo quadro si inserisce il recente listing di Invesco, che ha proposto da poco su Borsa Italiana il nuovo Etf Usd High Yield Corp. Bond ESG, che unisce gli elementi sopra indicati. Tale soluzione è stata progettata per gli investitori che cercano un’esposizione al mercato delle obbligazioni societarie statunitensi ma inserendo filtri Esg (ambientali, sociali e di governance) al fine di dominare alcuni fattori di rischio e soddisfare la domanda di prodotti conformi ai principi di sostenibilità. Ad alimentare una posizione lunga su questa asset class ci sono tuttora diversi elementi. A partire dal rischio di duration difficilmente gestibile, per via dell’inflazione elevata e delle correlate possibilità di aumento dei tassi da parte della Fed. Al contrario, un’economia robusta sostiene gli asset rischiosi come i bond high yield, per i quali i tassi di default aziendali sono visti ancora sotto controllo per i mesi a venire, soprattutto se la pandemia rimarrà sotto controllo. In merito ai filtri di sostenibilità, nei primi sei mesi dell'anno circa i tre quarti dei flussi netti verso gli Etf obbligazionari sono stati verso fondi marchiati Esg. L'indice sottostante all’Etf di invesco è il Bloomberg Barclays Msci Usd High Yield Liquid Corporate Esg Weighted, che viene replicato fisicamente attraverso campionamento. Nella fase di selezione dei componenti vengono escluse le emissioni che presentano un rating Esg di Msci inferiore a BB o privi di rating, che hanno affrontato controversie gravi in relazione alle questioni Esg negli ultimi tre anni o sono privi di punteggio Msci Esg Controversy, che sono coinvolti in alcol, intrattenimento per adulti, armi, Ogm, energia nucleare, sabbie petrolifere, carbone termico, tabacco o provenienti da emittenti dei mercati emergenti. A ognuno dei titoli idonei viene quindi assegnato un punteggio Esg, usato per pesare i componenti in portafoglio. Agli emittenti si applica inoltre un cap del 5% per favorire la diversificazione. L'indice, ribilanciato con cadenza mensile, riflette la performance dei titoli ad alto rendimento e a tasso fisso denominati in dollari Usa emessi da emittenti societari, che presentano un vantaggio di performance attesa rispetto all’area euro per via della differente politica monetaria della Fed rispetto alla Bce. L'indice include emissioni dei settori industriali, di servizi e finanziari nei mercati globali e regionali. I titoli che compongono l’indice devono avere un rating BB+ o inferiore ed avere un importo in circolazione minimo di 500 milioni di dollari, e almeno un anno di vita residua. Guardando all’attuale portafoglio le emissioni a rating BB valgono il 68%, seguite dal 25% di B e quote residuali di bond con profilo creditizio inferiore. Gli emittenti statunitensi sono al 90%, seguono l’Italia e il Canada al 3% scarso (sempre denominati in dollari), Uk, etc. Tra gli emittenti più significativi si segnalano Kraft Heinz Foods, Occidental Petroleum, Centene, Bausch Health, Ball Corp. Il tutto si riassume in un basket (180 i componenti dell’indice) che evidenzia attualmente un rendimento a scadenza del 4,23% lordo annuo, rispetto ad una duration di 4,3 anni. Il Ter è dello 0,25% annuo, e Invesco ha scelto di quotare la versione a distribuzione trimestrale dei proventi. Che sarà generosa considerando la componente cedolare e il rendimento a scadenza importanti dei titoli in portafoglio. Chiaramente in termini di rischi di cambio ci si espone alle oscillazioni del dollaro Usa, che potrebbe anche fungere da hedging implicito in contesti di mercato negativi per le azioni e i bond high yield, contribuendo a mantenere sotto controllo la volatilità. (riproduzione riservata)