Si estende gamma smart beta emergente
Invesco propone un nuovo Etf multi-fattoriale che guarda ai mercati emergenti, Cina continentale in primis
In un contesto di mercato sempre più delicato e complesso da valutare si accresce l’offerta di strumenti passivi finalizzati a tagliare le code delle distribuzioni dei rendimenti azionari. Il mondo smart beta sta così diventando, consci dei benefici ma anche dei limiti, una componente importanti nei portafogli, sia istituzionali che a livello retail o consulenziati. Il vantaggio sta in una profilatura in termini di rischio, dove investitore può decidere ad esempio se incrementare il beta acquistando indici aggressivi, per cavalcare un rimbalzo atteso del mercato; oppure esporsi solo marginalmente al trend comune, acquistando ad esempio un prodotto low volatility per tenere un piede nell’azionario ma a rischi molto minori. Tra i contro si segnalano invece difficoltà nel comprendere quali fattori conviene cavalcare di volta in volta, in quanto tale scelta si base in ogni caso su aspettative di performance attese, che se errate possono portare a delusioni. D’altronde, traslando il concetto in ambito single stocks, un investitore che avesse acquistato Snam Rete Gas prima di un rally azionario, non potrebbe lamentarsi vedendo il titolo salire molto meno ad esempio di Azimut, in quando aveva effettuato ex-ante una scelta molto difensiva. Nel contesta smart beta e indici fattoriali la problematica è la stessa, e per questo motivi l’industria è in evoluzione. Dopo un iniziale focus sui singoli fattori, in cui l’investitore era costretto ad effettuare scelte mirate in termini di beta, i provider di indici ed Etf stanno via via arricchendo l’offerta con sottostanti multi-fattoriali, che in automatico effettuano un mix (si spera efficiente) di differenti fattori. In questo contesto si cala il recente listing di Invesco che offre all’investitore italiano la possibilità di posizionarsi su un prodotto multi-fattoriale indicizzato all’azionario emergente, attraverso il prodotto Invesco GS Equity Factor Emerging Markets. Scelta non facile ne banale, ed anche per questo motivo la replica del sottostante da parte dell’Etf è di tipo indiretto, ovvero con la presenza di derivati (swap) che permettono di allineare il rendimento del portafoglio del fondo a quello dell’indice da replicare. Il livello di copertura del paniere sostitutivo è però molto elevato, ben distante dai requisiti imposti dalla normativa, a vantaggio degli investitori in merito alla gestione dei rischi. Capiamo quindi come è ottenuto l’indice da replicare. L’obiettivo è creare un paniere dinamico in grado di estrarre valore dall’utilizzo di cinque fattori, ovvero momentum, value, quality, size e low beta. Interessante notare ad esempio l’uso del beta come rischio di mercato anziché della volatilità, come invece solitamente accade nelle strategie fattoriali. Mentre i fattori momentum e value identificano i titoli con maggior tendenza e sottovalute in termini fondamentali, e i fattori quality e size puntano alle azioni con i bilanci più robusti e dalal minore capitalizzazione. Vi è inoltre un cap che attribuisce un peso massimo per ogni azione pari al 4%, per evitare sovra-esposizioni, e anche la liquidità delle azioni candidate all’inserimento nell’indice viene tenuta in particolare considerazione. Ad ogni fattore che viene utilizzato viene assegnato un punteggio, il Factor Score, e il basket identifica quindi le azioni mediamente meglio posizionate in merito a tali criteri di selezione. L’attuale composizione dell’indice vede la Cina al primo posto in termini di Paese, con il 26% circa di rappresentatività, seguita dal 15% di Taiwan, 15% della Corea del sud, 7% circa dell’India, 6,7% della Russia, etc. Interessante notare che, coerentemente con il focus sugli emerging markets, Hong Kong pesa solamente l’1% e la Cina continentale il 25% circa. Mentre guardando ai settori spicca il 22% dei titoli finanziari, seguiti dalle telecoms (14,85), industriali (11,35), tecnologia (9,8%), etc. Scarso il peso delle utilities, al 55 circa. Le singole azioni a maggior peso sono Tencent (2,9%), Samsung (2,3%), Alibaba (2,15%). L’indice risulta molto diversificato in merito ai singoli componenti, vantando attualmente 406 azioni. Che esprimono però un P/e non eccessivamente contenuto (se raffrontato al livello di 12 del MSCI EM Asia) pari a 17,10. TER pari allo 0,65% annuo. (riproduzione riservata)