Amundi attenta anche al clima
La strategia Low Carbon permette di isolare il rischio emissioni di carbonio, che porterà a future penali penalizzazioni.
I cambiamenti climatici portano sfide ma anche opportunità per le aziende e gli investitori. Le aziende ad alta emissione di anidride carbonica verranno penalizzate, ma il mercato non prezza ancora in pieno le tasse che saranno applicate a tale fattore negativo. Una possibile via di uscita per gli investitori che puntano ad evitare tale trappola è di selezionare sottostanti poco esposti a questo specifico rischio; il reporting in merito alle emissioni di carbonio da parte delle aziende sta progredendo, e i portafogli possono essere costruiti in modo da essere poco esposti al rischi delle emissioni di carbonio ma anche efficienti in termini di esposizione ai mercati. La ricerca e le iniziative aziendali a favore di emissioni Low Carbon stanno proliferando. Nel World Economic Forum del 2016 il rischio climatico è stato identificato come la problematica più grave a livello mondale, anche rispetto a fattori come la crisi idrica, le migrazioni, i cyber attacchi e gli attacchi terroristici, etc. In questo contesto, anche in termini di Etf è possibile isolare il fattore di rischio sopra specificato, e sul mercato italiano è disponibile il prodotto Amundi MSCI World Low Carbon. L’indice di strategia MSCI World Low Carbon Leaders è legato all’indice MSCI World, dove nel primo vengono escluse o penalizzate le aziende a più alta intensità di emissioni di anidride carbonica ed i più grandi detentori di riserve di combustibili fossili per ogni dollaro di capitalizzazione di mercato. L’indice ha infatti l’obiettivo di ridurre di almeno il 50% il livello di emissione (effettive e riserve rappresentative delle potenziali emissioni future) di anidride carbonica, pur mantenendo una composizione settoriale e geografica simile, e minimizzando il tracking error, rispetto all’indice MSCI World. L'indice di strategia effettua una selezione a più stadi in merito alle società da escludere e penalizzare rispetto all’universo originario, appunto rappresentato dall’indice MSCI World. Escludendo il 20% dei titoli dell'universo dell'indice MSCI World secondo il criterio dell'intensità di carbonio, definita come il peso delle emissioni di carbonio (espresso in tonnellate di CO2) di una società rispetto al fatturato, con un'esclusione massima del 30% del peso di un settore dell'indice originario; una seconda selezione identifica le società che presentano le maggiori riserve di combustibili fossili (espresse in tonnellate rispetto alla capitalizzazione di borsa) dell'universo del MSCI World, fino al raggiungimento di una riduzione di almeno il 50% di tali riserve. L'indice Low Carbon non si pone però come obiettivo la totale esclusione delle società emittenti di carbonio, ma di ridurne la rappresentatività rispetto alla composizione dell'indice originario. Inoltre, l'indice di strategia mantiene una composizione settoriale e geografica simile a quella dell'indice MSCI World, puntando a mantenere un tracking error limitato rispetto al benchmark; quest’ultimo elemento è risultato prossimo allo 0,5% annuo su una statistica di lungo termine. Viene quindi applicata una riduzione della dimensionalità rispetto al MSCI World, e applicate successivamente sfumature in merito ai pesi delle singole società, che comportano in aggregato alcune modifiche in termini di esposizione geografica e settoriale. L’indice Low Carbon sacrifica totalmente rispetto a MSCI World circa 350 aziende ad alta emissione di carbonio, che rappresentano il 17,4% del benchmark. Ma l’indice di strategia è comunque molto diversificato, contando circa 1300 componenti, e da ciò deriva anche il tracking error sotto controllo. Per quanto riguarda i Paesi e l’annesso rischio di cambio dell’Etf, l’indice Low Carbon è esposto al 58,8% sugli Usa, seguiti dal Giappone con l’8,8% e da Regno Unito al 6,4% di rappresentatività; mentre nell’indice MSCI World originario i pesi si attestano rispettivamente al 59,1%, 8,7% e 6,6%. Nel Low Carbon sale invece il peso del Canada, che conta il 4,14% rispetto al 3,5% del MSCI World. In merito alla ripartizione settoriale, l’indice di strategia premia maggiormente i finanziari e le telecomunicazioni, a discapito del settore energetico e dei beni di consumo non ciclici, anche se le differenze di peso sui singoli settori non superano i due punti percentuali. Le società con maggior peso sono Apple (2,3%), Microsoft (1,5%), Facebook (1,1%), Amazon (1,07%). (riproduzione riservata)