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ETF & ETC ai raggi X

Amundi Gl. Eq. Multi Smart All. SciBeta

Rischio a scadenza
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Molto sostenuto
Grado di oscillazione del valore nel tempo
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Il giudizio di MFIU

Il filtro basato su più fattori aiuta a controllare la rischiosità complessiva, ma l'apertura al fattore cambio rende in ogni caso lo strumento rischioso.

A chi è adatto. A chi intende investire sui mercati azionari in un’ottica di ampio respiro, cercando una minore esposizione in termini di rischiosità.

Obiettivo dell’investimento. Impiego di tipo azionario finalizzato alla ricerca, nell’ambito di parametri oggettivamente definiti, di un miglior rapporto tra il rendimento atteso e il relativo rischio, cercando quindi di assumere una dose inferiore di volatilità del capitale investito rispetto a quella che caratterizza i mercati azionari. L'impiego è soggetto al rischio di cambio, essendo il sottostante espresso in valuta differente dall'euro, comportando sia una dose aggiuntiva di rischiosità e sia un’opportunità di guadagno.


Milano Finanza Intelligence Unit

Amundi insiste sugli Etf multi-fattoriali

Nuovo listing ad elevato contenuto smart beta per il provider francese, che si affida alla ricerca di Edhec.

Fausto Tenini
24/02/2018

Se i mercati iniziano ad esprimere maggior volatilità e minori rendimenti attesi che in passato, l’industria Etf tenta di soddisfare la richiesta degli investitori per una ottimale gestione dei rischi appoggiandosi a prodotti innovativi, a loro volta agganciati agli sviluppi della moderna teoria di portafoglio del mondo accademico. Gli strumenti di tipo smart beta, che offrono come dice il nome stesso una profilatura non uniforme rispetto al rischio di mercato, vengono sempre più d’aiuto in questo contesto, e il recente listing di Amundi di un nuovo strumento multi-fattoriale si colloca in questo filone di ricerca. Trattasi nella fattispecie dell’Etf Amundi Global Equity Multi Smart Allocation Scientific Beta, dove l’indice viene calcolato da ERI Scientific Beta che fa parte dell’Edhec Risk Institute. Il processo di costruzione del portafoglio avviene in due fasi, dapprima vengono identificate le azioni, in seguito i pesi da attribuirgli, ma con criteri differenti. L’approccio si appoggia ad una doppia diversificazione tra i differenti fattori utilizzati (Multi-Beta allocation) e i rischi ad essi associati (Diversified Multi-Strategy weighting scheme). L’obiettivo ultimo di questa prassi è ottenere un benchmark in grado di sovraperformare nel lungo termine i classici indici a capitalizzazione, ma al tempo stesso ottimizzare il contributo di rischio offerto. Nel primo step vengono quindi identificati i titoli che compongono l'indice (ribilanciato trimestralmente) sulla base di quattro fattori ritenuti predominanti per le dinamiche di portafoglio: low volatility, value, momentum e size. Come sappiamo, low volatility tende a filtrare le azioni in base alla loro rischiosità, premiando le più stabili anche se meno performanti, mentre la strategia value identifica le azioni a sconto dal punto di vista fondamentale. Momentum vuole invece identificar ei titoli con forte trend positivo nei prezzi, ed infine size si concentra sulla capitalizzazione, e nel caso di questo Etf ci si focalizza sulle mid caps.  L’universo di riferimento dell’indice SciBeta Developed Multi-Beta Multi-Strategy ERC, su cui vengono applicati i filtri descritti, è oggi composto da un mix diversificato di Paesi sviluppati (emergenti quindi esclusi a priori) focalizzato su da 500 azioni americane, 250 dell’eurozona, 300 giapponesi, e così via, filtrate anche per criteri di liquidità e volumi negoziati. Dopo questo step iniziale che identifica i componenti del paniere, i relativi pesi vengono a loro volta determinati sulla base di cinque strategie definibili smart beta: maximum deconcentration, maximum decorrelation, maximum sharpe ratio, minimum volatility e diversified risk weighted. Nel caso dei criteri che cercano la massimizzazione, rispettivamente si punta ad ottenere un portafoglio il più possibile esteso, minimizzare la volatilità del portafoglio sull’assunzione che tutte le azioni abbiamo lo stesso contributo di rischio, ricercare l’indicatore di Sharpe più robusto possibile per l’intero basket. Mentre le strategie minimum volatility e diversified risk weighted sono finalizzate a contenere nuovamente il rischio globale di portafoglio e ottimizzare i contributi di rischio dei singoli componenti. In sostanza, i pesi finali derivano dal contributo dei titoli al portafoglio in termini di rischiosità. La procedura di costruzione dell’indice smart beta, a cui l’Etf di Amundi è agganciato, è quindi complicata, ma i risultati sembrano confermare che lo sforzo paga. Le correlazioni storiche tra i singoli fattori sono inoltre molto contenute, e a volte persino negative, il che aiuta a rendere stabile il basket finale. La strategia Low volatility esprime ad esempio una correlazione di lungo termine rispetto al fattore size dio -0,23, e rispetto al momentum di -0,13. Supponendo di mantenere in portafoglio l’indice, la probabilità di sovraperformare il mercato è dell’84% su un orizzonte di 5 anni, analizzando le statistiche dei mercati degli ultimi 30 anni, e anche gli indicatori rendimento-rischio evidenziano vantaggi. Osservando la caratteristiche dell’attuale composizione dell’indice, si evidenzia una eccezionale diversificazione, grazie alla presenza di oltre 1300 azioni in portafoglio. Il 58% della azioni è Usa, da cui una elevata esposizione al dollaro, seguito dal 10% circa di Giappone, 6,3% di Regno Unito, 4% di Francia, etc. I titoli finanziari valgono il 21% del basket, seguiti da industriali (13,5%), beni ciclici (11,8%), farmaceutici (10,1%). (riproduzione riservata)

SCHEDA ETF

  • Amundi Gl. Eq. Multi Smart All. SciBeta

  • Codice Isin:

    LU1602145119

  • Emittente:

    Amundi

  • Tipologia MF del sottostante:

    Azionario

  • Categoria MF del sottostante:

    Azionario Strategic Beta

  • Indice sottostante:

    SciBeta Developed Multi-Beta Multi-Strategy ERC

  • Descrizione indice:

    L'indice ingloba una serie di strategie fattoriali che mirano ad estrarre valore a livello internazionale.

  • Valuta di denominazione:

    Dollaro Usa

  • Valuta di quotazione:

    Euro

  • Rischio di cambio effettivo:

    paniere di valute

  • Leva rispetto al sottostante:

    Nessuna

  • Mercato di quotazione:

    ETFPLUS - Borsa Italiana

  • TER annuo:

    0,40%

  • Frequenza dividendi:

    Non sono previsti dividendi

  • Metodo di replica:

    fisica

  • Numero di componenti dell'indice:

    1367

  • Patrimonio al:

    13-2-2018, 202 milioni di euro

  • Prestito titoli:

    si (max 45% basket)

  • Market Maker:

    Bnp Paribas

  • Banca depositaria:

    CACEIS Bank

  • Rendimento da dividendi:

    -

  • Rapporto P/E:

    19,8