Amundi quota market neutral fattoriale
Amundi propone un Etf che permette di cogliere l’extra-rendimento dei fattori azionari, senza esporsi alla volatilità del mercato
L’investitore in Etf è tipicamente chiamato a comporre il proprio portafoglio assemblando mattoncini che puntano a differenti sottostanti, ognuno di essi con specifiche caratteristiche in base all’indice sottostante. E tende tipicamente a focalizzarsi sulle componenti di trend, volatilità e correlazioni rispetto ad altri sottostanti, puntando ad un risultato il più possibile stabile e performante. Amundi inizia il nuovo anno con un listing di Etf molto interessante, replicando un indice di strategia di tipo long-short market neutral. Il tipico investitore in Etf non è avvezzo a tale tipo di sottostante, che implica l’assunzione di posizioni in acquisto affiancate da componenti in short selling sistematico, dove l’obiettivo è incassare il differenziale di rendimento tra la gamba lunga della strategia e quella short. Ne scaturisce un indice a bassa volatilità, con la caratteristica (tipica dei prodotti long-short) di immunizzarsi dal beta del mercato ovvero dai saliscendi dei benchmark azionari. Si tratta di riflesso di un sottostante di tipo alternativo, ma parallelamente appetibile sia per la scarsità sull’ETFPlus di questo tipo di strategie sia per la logica utilizzata nella costruzione dell’indice long-short. L’Amundi iSTOXX Europe Multi-Factor Market Neutral ha infatti come obiettivo la replica (sintetica) di un indice che esprime la differenza di performance tra gli indici iSTOXX Europe Multi-Factor e STOXX Europe 600 Futures Roll (moltiplicato per un fattore beta). L’indice di strategia (derivante da SunGard APT Risk model) viene ribilanciato settimanalmente il venerdì sera, e di conseguenza, ogni venerdì sera, l'esposizione sarà del 100% dell’indice di strategia iSTOXX Europe Multi-Factor e del -100% moltiplicato per il beta sull'indice STOXX Europe 600 Futures. Come si sarà già intuito, essendo la gamba lunga della strategia composta da un indice multifattoriale e la gamba corta dal mercato nel suo complesso, l’obiettivo è incassare l’extra-performance dei fattori rispetto all’intero mercato. Importante quindi comprendere in che modo viene implementata la componente long di questa strategia. L’indice iSTOXX Europe Multi-Factor (long-only) è di tipo smart beta, composto da azioni europee selezionate in base a sei fattori equiponderati: carry, low risk, momentum, size, value and quality. Secondo la dottrina, il mix di questi fattori genera sul lungo termine un extra-rendimento rispetto al mercato, grazie al premio al rischio derivante dai fattori stessi. Ma è chiaro che in talune fasi di mercato si debba mettere in conto una sottoperformance dei fattori, e quindi un risultato leggermente negativo per la struttura long-short, che non può sistematicamente battere il mercato in qualsiasi contesto. Il fondo è quindi adatto a diversificare il portafoglio, grazie ad una correlazione molto bassa (derivante dalla struttura long-short) rispetto ad altri benchmark di riferimento, nonchè grazie alla volatilità sotto controllo. In termini di performance, la struttura long-short dell’indice ha espresso una dinamica in laterale negli ultimi due anni, per via del +13% circa offerto dalla componente lunga del fondo, bilanciato da un rendimento analogo per la parte short. Mentre negli anni precedenti i risultati sono decisamente appetibili: da inizio 2010 ad oggi, l’indice basato sui fattori si è apprezzato del 199% circa, rispetto al 98% del mercato generale a cui è legato il future. Ciò ha permesso la generazione di un importante rendimento per la struttura long-short a cui l’Etf è agganciato, in soldoni +53% ovvero un guadagno annualizzato vicino al 5,8%. Da affiancare ad una volatilità (negli ultimi anni) all’interno del range 3,2%-4,4% annuo. Ancor più interessante l’analisi di correlazione, in quanto l’indicatore esprime un livello medio di correlazione nel range 0,20-0,30 rispetto allo Stoxx 600. Durante la fase ribassista osservata nel 2015 la correlazione su base settimanale si è attestata a 0,30 (in linea al beta ma affiancato da un alpha molto importante), con l’indice long-short in crescita rispetto al mercato in picchiata. In sostanza l’Etf permette di estrarre il valore offerto dai sei fattori presi in esame, ma senza dover incassare la volatilità del mercato. Le soddisfazioni arriveranno soprattutto nelle fasi di difficoltà dei listini azionari. (riproduzione riservata)