Barriera discreta a protezione del capitale
Il certificato di Unicredit pagherà un premio in doppia cifra se Intesa Sanpaolo non perderà più del 40% in due anni
Alberto Micheli
06/04/2024
Venerdì 22 marzo si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Top Bonus certificates targati Unicredit Bank. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 19 aprile, mentre a partire dal giorno 30 sarà ammesso a quotazione su EuroTlx. Sarà emesso mercoledì 23 aprile a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di oneri iniziali pari al 3,85% del valore nominale: questa componente di costo andrà a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Intesa Sanpaolo. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento prefissato, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di due anni (23 aprile 2026), senza alcuna opzione di esercizio anticipato, che possa ridurre automaticamente la durata dell’investimento. La logica iniziale dovrà quindi mettere in conto una strategia di medio termine, anche se la durata è relativamente ridotta e la disponibilità di un mercato secondario efficiente potrà comunque offrire una via d’uscita anticipata in caso di necessità. La struttura è molto semplice in quanto non prevede nemmeno il pagamento di alcun importo aggiuntivo intermedio e concentra quindi il suo intero potenziale sul profilo di rimborso a scadenza, che tra l’altro prevede solo due scenari alternativi. Alla data di valutazione finale, che cadrà il 16 aprile 2026, sarà fatta una verifica sul prezzo di riferimento di Intesa Sanpaolo, che non dovrà essere inferiore a un livello barriera posto al 60% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà rilevato il prossimo 22 aprile: a) se Intesa Sanpaolo non avrà più che dimezzato il suo valore al termine dei due anni di durata dell’investimento, il certificato pagherà il rendimento previsto, dato da un importo fisso di 115 euro (11,5% lordo) che andrà a sommarsi al rimborso del valore nominale (1.000 euro); b) se Intesa Sanpaolo chiuderà invece con una perdita superiore al 40%, il certificato replicherà tale performance negativa, imponendo una perdita di pari entità da parte dello strumento. Si tratta del classico payoff dei certificati di tipo Bonus, che in questo caso acquisisce però la qualifica “Top” per effetto del valore discreto della barriera: a differenza della versione classica di questa tipologia di prodotti, il certificato in questione prevede infatti che la soglia di knock-out sia valida solo alla data di valutazione finale. Ciò significa che se nel corso dei prossimi due anni il titolo bancario dovesse cedere la barriera, magari anche in più di un’occasione, questo non avrebbe alcun impatto sulla possibilità di ottenere comunque il rendimento massimo a scadenza. Certamente, una discesa così ampia del sottostante ridurrebbe la probabilità d’incassare il Bonus e questo verrebbe automaticamente scontato nel prezzo di mercato, ma non comprometterebbe il payoff in via definitiva, come accade invece per i certificati con barriera continua.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, la logica del premio fisso a scadenza rimanda alla realtà degli zero coupon, anche se in questo caso l’importo è vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante. Per ciò che riguarda il rischio invece, la logica è molto simile a quella di un investimento in azioni, anche se l’opzione di protezione condizionata del valore nominale potrà utilmente smorzare l’impatto di un’eventuale dinamica negativa del sottostante. (riproduzione riservata)