Premi mensili con memoria
L'esito dell'investimento dipenderà da quattro titoli azionari sia per lo stacco delle cedole sia per il rimborso a scadenza
Alberto Micheli
09/05/2026
Si è aperta lunedì 4 maggio la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect Autocallable certificates targati Unicredit bank, destinati alla quotazione su EuroTlx a partire dal prossimo 2 ottobre. Il prodotto sarà emesso il 22 maggio prossimo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi iniziali pari al 2% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai quattro titoli Banca Mps, Banco Bpm, Intel e Microsoft. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare vincolato all’andamento di questi quattro sottostanti: i premi periodici saranno infatti corrisposti solo nelle occasioni in cui tutti i titoli rispetteranno la condizione prevista: lo strumento non garantirà invece alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei quattro.
Il certificato viene offerto con una scadenza di due anni (22 maggio 2028), accompagnata da una sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che si attiveranno a partire già dalla fine del primo trimestre (17 agosto 2026): in ognuna delle date di valutazione previste il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 1.000 euro, se i sottostanti rispetteranno tutti la condizione di esercizio, che nel caso specifico si traduce in una chiusura dei quattro titoli non inferiore a un livello decrescente, che partirà dal 100% dello strike nella prima data di valutazione per poi diminuire di due punti ogni mese, fino ad arrivare eventualmente al 70% nella data di valutazione del 15 novembre 2027, a partire dalla quale rimarrà poi costante. Sempre con frequenza mensile, partendo però già dal prossimo 15 giugno, il certificato pagherà inoltre, come detto, una serie di importi addizionali di tipo condizionato, dal valore unitario di 17 euro (pari al 20,4% lordo annuo), che saranno corrisposti solo se nelle occasioni in cui nessuno dei quattro titoli avrà maturato una perdita superiore al 50%. Questi premi potranno beneficiare dell’effetto memoria, in ragione del quale gli importi eventualmente non incassati potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare di nuovo verificata. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei quattro titoli chiuderà al di sotto della cosiddetta “barriera capitale”, posta sempre al 50% del valore iniziale dei quattro sottostanti, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, maggiorato dell’ultimo premio di competenza e di quelli eventualmente in memoria; b) se anche uno solo dei quattro titoli chiuderà invece al di sotto della barriera capitale, avendo quindi maturato un ribasso superiore al 50%, il certificato replicherà la performance finale del titolo che avrà archiviato la perdita maggiore (“Worst of” appunto).
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond, anche se il fatto che tali importi siano condizionati introduce un elemento di rischio azionario anche su questo fronte, pur con l’attenuante dell’effetto memoria. Per quanto riguarda invece il rimborso del capitale, il rischio strizza invece l’occhio alla logica azionaria, pur con la protezione parziale della barriera: l’adozione del criterio “Worst of” espone inoltre l’investimento alla possibilità che anche un singolo scenario negativo possa mettere in discussione il risultato finale. (riproduzione riservata)