Premi certi ed esercizio anticipato
Solo il rimborso finale del capitale investito sarà vincolato all'andamento dei tre titoli Amazon, Enel ed Eni
Alberto Micheli
06/09/2025
Si è aperta giovedì 28 agosto la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect Autocallable certificates targati Unicredit bank, destinati alla quotazione su EuroTlx a partire dal prossimo 2 ottobre. Il prodotto sarà emesso il 25 settembre prossimo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi iniziali pari al 3,25% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai tre titoli Eni, Enel e Amazon.com. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare del tutto indipendente dall’andamento di questi tre sottostanti: i premi periodici saranno infatti corrisposti a prescindere dallo scenario di mercato, quindi anche in presenza di un eventuale forte ribasso di uno o più sottostanti: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei tre titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei tre.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (25 settembre 2029), accompagnata da una sequenza di finestre trimestrali di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo semestre (25 marzo 2026): in ognuna delle date di valutazione previste il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 1.000 euro, se i tre sottostanti rispetteranno tutti la condizione di esercizio, che nel caso specifico si traduce in una chiusura dei tre titoli non inferiore a un livello decrescente, che partirà dal 100% dello strike nella prima data di valutazione (18 marzo 2026) per poi diminuire di 5 punti ogni sei mesi, fino ad arrivare eventualmente al 70% nelle ultime due finestre di possibile esercizio, che cadranno il 19 marzo e il 15 giugno 2029. Sempre con frequenza trimestrale, partendo però già dal prossimo 29 dicembre, il certificato pagherà inoltre, come detto, una serie di importi addizionali di tipo incondizionato, dal valore unitario di 17 euro (pari al 6,8% lordo annuo), che saranno corrisposti indipendentemente dal comportamento di Eni, Enel e Amazon. Un forte ribasso maturato da uno o più sottostanti non avrà infatti alcun impatto sul numero di cedole che potranno essere incassate, mentre potrà incidere sull’ammontare del rimborso finale e quindi anche sull’andamento del prezzo del certificato nell’arco dei suoi quattro anni di vita. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei tre titoli chiuderà al di sotto della cosiddetta “barriera capitale”, posta al 60% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, maggiorato dell’ultimo premio di competenza; b) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà invece al di sotto della barriera capitale, avendo quindi maturato un ribasso superiore al 40%, il certificato replicherà la performance finale del titolo che avrà archiviato la perdita maggiore (“Worst of” appunto), pagando comunque l’ultimo premio di competenza, che sarà sempre di tipo incondizionato.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond e il fatto che tali importi siano incondizionati rende questo accostamento ancor più aderente. Gli elementi di rischio non sono però trascurabili: l’adozione del criterio “Worst of” espone infatti l’investimento alla possibilità che anche un singolo scenario negativo possa mettere in discussione il risultato finale, penalizzando il rimborso a scadenza del certificato ben oltre la remunerazione cedolare che si sarà potuta ottenere nell’arco dei quattro anni di vita dello strumento. (riproduzione riservata)