Capitale garantito e cedole con memoria
Il certificato di Unicredit potrà pagare una serie di premi semestrali in caso di performance non negativa del sottostante
Alberto Micheli
04/01/2025
Si chiuderà il prossimo 23 gennaio la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect certificates targati Unicredit bank e destinati alla quotazione su Cert-X a partire dal 3 febbraio: lo strumento sarà emesso il 27 gennaio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprende una quota di costi iniziali pari al 3,85% del valore nominale. A parità di altre condizioni, il valore del certificato sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, svincolata quindi da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dl titolo domestico Enel. A seconda di come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire o meno delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli legati all’eventuale investimento diretto nel titolo, per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale: per lo stesso motivo, anche il potenziale di rendimento sarà però inferiore, dal momento che non è prevista alcuna partecipazione progressiva all’eventuale performance positiva che dovesse maturare il sottostante.
Il certificato viene offerto con una scadenza di sei anni (27 gennaio 2031), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di possibile esercizio anticipato che possa ridurre automaticamente la durata dell’investimento. La quotazione su Cert-x garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento secondo necessità, alle condizioni espresse dal mercato in ogni momento. La struttura prevede il pagamento di una cedola semestrale condizionata di ammontare unitario pari a 18 euro (1,8% lordo trimestrale, 3,6% lordo annuo): questi premi saranno corrisposti solo se nelle relative date di valutazione il sottostante chiuderà a un livello almeno pari al cosiddetto “Livello di Pagamento dell’Importo Aggiuntivo Condizionato”, pari in questo caso al 100% del valore iniziale del titolo, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 24 gennaio. In sostanza, in caso di performance non negativa da parte di Enel, il premio sarà corrisposto, mentre in caso contrario, cioè se il titolo chiuderà al di sotto dello strike, l’importo addizionale sarà accantonato per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, quando la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata. Tutti i premi semestrali potranno infatti beneficiare del cosiddetto effetto memoria. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito, come detto, da una protezione integrale (100%) del valore nominale: indipendentemente dall’andamento di Enel, il certificato sarà quindi sempre liquidato al prezzo di emissione (1.000 euro). Se la performance finale del sottostante sarà non negativa, nella stessa occasione potrà essere poi pagato anche l’ultimo premio di competenza, più quelli eventualmente accantonati. Da notare che l’opzione di protezione viene garantita solo a scadenza e quindi in caso di vendita anticipata sul mercato secondario, il valore dello strumento potrebbe risultare anche inferiore a quello di emissione, o per effetto di un andamento negativo del sottostante che dovesse rendere sempre meno probabile il pagamento dei premi o magari anche per un rialzo dei tassi d’interesse che riduca l’appeal degli importi pagabili da questo certificato.
Rischio/rendimento. Questo prodotto ha una logica di tipo obbligazionario: considerando la protezione integrale a scadenza, l’unico rischio di perdita è infatti essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Quanto al potenziale di guadagno, le cedole indicate potranno prospettare un rendimento massimo del 3,6% lordo annuo, che appare però piuttosto sacrificato se si considera che, per esempio, il Btp può beneficiare di una tassazione agevolata che rende il suo rendimento netto addirittura superiore a quello del certificato. Le cedole del Cash Collect sono inoltre condizionate e la presenza dell’effetto memoria riduce solo in parte il rischio del mancato pagamento di uno o più importi. (riproduzione riservata)