Cedole garantite ed esercizio anticipato
L'opzione autocallable è legata al rispetto di una soglia decrescente, che renderà il rimborso sempre più accessibile nel tempo
Alberto Micheli
19/10/2024
Si è aperta venerdì 4 ottobre la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect Autocallable certificates targati Unicredit bank, destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx a partire dal prossimo 7 novembre. Il prodotto sarà emesso a fine mese a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota massima di costi iniziali pari al 2% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai tre titoli Novartis, National Grid e JPMorgan Chase. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare del tutto indipendente dall’andamento di questi tre sottostanti: i premi periodici saranno infatti corrisposti a prescindere dallo scenario di mercato, quindi anche in presenza di un eventuale forte ribasso di uno o più sottostanti: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei tre titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei tre.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (31 ottobre 2028), che sarà però accompagnata da una sequenza di finestre semestrali di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del secondo anno (30 ottobre 2026): in ognuna delle date di valutazione previste il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 1.000 euro, se i tre sottostanti rispetteranno tutti la condizione di esercizio, che nel caso specifico si traduce in una chiusura dei tre titoli non inferiore a un livello decrescente, che partirà dal 100% dello strike nella prima data di valutazione (30 ottobre 2026) per poi diminuire di 5 punti ogni sei mesi, fino ad arrivare eventualmente all’85% nell’ultima finestra di possibile esercizio che cadrà 28 aprile 2028. Sempre con frequenza semestrale, partendo però già dal prossimo 30 aprile, il certificato pagherà inoltre, come detto, una serie di importi addizionali di tipo incondizionato, dal valore unitario di 32 euro (pari al 6,4% lordo annuo), che saranno corrisposti indipendentemente dal comportamento di Novartis, National Grid e JPMorgan Chase. Un forte ribasso maturato da uno o più sottostanti non avrà quindi alcun impatto sul numero di cedole che potranno essere incassate, ma potrà incidere sull’ammontare del rimborso finale e quindi anche sull’andamento del prezzo del certificato nell’arco dei suoi quattro anni di vita. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infatti verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei tre titoli chiuderà al di sotto della cosiddetta “barriera capitale”, posta al 60% del rispettivo strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, maggiorato dell’ultimo premio di competenza; b) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà invece al di sotto della barriera capitale, avendo quindi maturato un ribasso superiore al 40% rispetto al suo valore iniziale, il certificato replicherà la performance finale del titolo che avrà archiviato la perdita maggiore (“Worst of” appunto), pagando comunque l’ultimo premio di competenza, che sarà anch’esso di tipo incondizionato.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond e il fatto che tali importi siano incondizionati rende questo accostamento ancor più aderente. Gli elementi di rischio non sono però trascurabili: l’adozione del criterio “Worst of” espone infatti l’investimento alla possibilità che anche un singolo scenario negativo possa mettere in discussione il risultato finale, penalizzando il rimborso a scadenza del certificato ben oltre la remunerazione cedolare che si sarà potuta ottenere nell’arco dei quattro anni di vita dello strumento. (riproduzione riservata)