Estrarre rendimento della tenuta di Eni
Il certificato emesso da Unicredit pagherà un premio prefissato tra 18 mesi se il titolo petrolifero non si sarà più che dimezzato
Alberto Micheli
06/03/2021
A inizio mese si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Top Bonus certificates targati Unicredit Bank. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al 29 marzo prossimo, mentre a partire dal 5 aprile sarà ammesso a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà emesso mercoledì 31 marzo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di oneri iniziali pari all’1,811% del valore nominale: questa componente di costo andrà a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Eni. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento prefissato, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di 18 mesi (10 ottobre 2023), senza alcuna opzione di esercizio anticipato, che possa ridurre automaticamente la durata dell’investimento. La logica iniziale dovrà quindi mettere in conto una strategia di medio termine, anche se la durata è già piuttosto ridotta e la disponibilità di un mercato secondario efficiente potrà comunque offrire una via d’uscita anticipata in caso di necessità. La struttura è molto semplice in quanto non prevede nemmeno il pagamento di alcun importo aggiuntivo intermedio e concentra quindi il suo intero potenziale sul profilo di rimborso a scadenza, che tra l’altro prevede solo due scenari alternativi. Alla data di valutazione finale, che cadrà il 3 ottobre 2022, sarà fatta una verifica sul prezzo di riferimento di Eni, che non dovrà essere inferiore a un livello barriera posto al 50% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà rilevato il prossimo 30 marzo: a) se Eni non avrà più che dimezzato il suo valore al termine dei 18 mesi di durata dell’investimento, il certificato pagherà il rendimento previsto, dato da un importo fisso di 50 euro (5% lordo) che andrà a sommarsi al rimborso del valore nominale (1.000 euro); b) se Eni chiuderà invece con una perdita superiore al 50%, il certificato replicherà tale performance negativa, imponendo una perdita di pari entità da parte dello strumento. Si tratta del classico payoff dei certificati di tipo Bonus, che in questo caso acquisisce però la qualifica “Top” per effetto del valore discreto della barriera: a differenza della versione più comune di questa classe di prodotti, il certificato in questione prevede infatti che la soglia di knock-out sia valida solo alla data di valutazione finale. Ciò significa che se nel corso dei prossimi 18 mesi Eni dovesse cedere la barriera, magari anche in più di un’occasione, questo non avrebbe alcun impatto sulla possibilità di ottenere comunque il rendimento massimo a scadenza. Certamente una discesa così ampia del sottostante ridurrebbe la probabilità d’incassare il Bonus e questo verrebbe automaticamente scontato nel prezzo di mercato, ma non comprometterebbe il payoff in via definitiva, come accade invece per i certificati con barriera continua.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, la logica del premio fisso a scadenza rimanda alla realtà degli zero coupon, anche se in questo caso l’importo è vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante. Per ciò che riguarda il rischio invece, la logica è molto simile a quella di un investimento in azioni, anche se va rilevato come la barriera sia piuttosto generosa, tanto che ai prezzi correnti si collocherebbe ben al di sotto del picco negativo dello scorso anno. (riproduzione riservata)