Ecco un certificato con struttura mutevole
La proposta di Intesa SanPaolo contiene delle clausole che abbattono il rischio legato alle cedole e al rimborso del capitale
Alberto Micheli
01/05/2021
Mercoledì scorso si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di certificati targati Intesa SanPaolo denominati “Switch Barrier Digital con Consolidamento”. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana e sarà emesso giovedì 20 maggio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2%, una quota di oneri di gestione del rischio pari all0 0,819% e una quota di costi di strutturazione pari allo 0,07%, per un totale del 2,889%. Tutti questi elementi di costo andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo Stellantis. A seconda di come si muoverà l’azione, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alle oscillazioni del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di scenario fortemente negativo. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere parzialmente accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari, resa ulteriormente efficiente dalla presenza di un meccanismo di cosiddetto “consolidamento”, che consente di abbattere il rischio di modo ancor più netto.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (20 maggio 2025) e senza alcuna opzione di esercizio anticipato. La struttura prevede il pagamento di un set di premi annuali condizionati dal valore unitario di 48,50 euro (4,58% lordo), che saranno effettivamente corrisposti se nelle relative date di valutazione il sottostante chiuderà a un livello almeno pari al cosiddetto “livello Digital”, posto al 70% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà calcolato come media aritmetica delle chiusure rilevate nei giorni 18, 19, 20, 21 e 24 maggio 2021. Questi importi non potranno beneficiare di alcun effetto memoria, quindi quelli eventualmente non incassati non potranno essere recuperati in alcuna occasione successiva. Gli stessi importi potranno però beneficiare del cosiddetto “effetto di Consolidamento”, in relazione al quale tutti i premi successivi alla sua eventuale realizzazione risulteranno garantiti, cioè non più vincolati all’andamento del sottostante. Questo effetto si potrà realizzare sempre con cadenza annuale, nelle stesse date di valutazione degli importi Digital: in particolare, se in una di queste occasioni il sottostante chiuderà a un livello almeno pari al 100% del suo valore iniziale, sarà verificata la condizione del Consolidamento e da quel momento in poi tutti i premi diventeranno incondizionati. Nelle stesse date di valutazione si potrà inoltre verificare anche il cosiddetto “Evento Switch”, in virtù del quale anche il rimborso del capitale a scadenza potrebbe diventare garantito al 100%: la condizione perché si verifichi questo evento è la stessa dell’effetto di Consolidamento, che di fatto finirà quindi per trasformare lo strumento in una sorta di obbligazione a tasso fisso. A scadenza, solo se non si sarà verificato l’evento Switch, il rimborso del capitale sarà infine anch’esso vincolato al rispetto della barriera posta al 70%: al contrario lo strumento replicherà la perdita finale maturata da Stellantis.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica mutevole, intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario, ma che può velocemente spostarsi verso la realtà dei bond in caso di andamento non negativo del sottostante, anche solo per un periodo limitato. Di fatto, la combinazione tra l’effetto di Consolidamento ed l’evento Switch genera una sorta di “esercizio anticipato sintetico”, che non viene però esaurito subito, ma mantiene l’orizzonte temporale originale: al lato pratico è addirittura meglio di un vero e proprio esercizio anticipato, che dal canto suo prevede sì il rimborso immediato dell’investimento, ma non consente di incassare tutti i premi inizialmente previsti. (riproduzione riservata)