Consolidamento e Switch da Intesa
Capitale e cedole posso diventare garantiti in caso di performance non negativa di Lvmh anche solo in una data di valutazione
Alberto Micheli
26/07/2025
Si chiuderà martedì prossimo, 29 luglio, la fase di collocamento di una nuova serie di certificati targati Intesa Sanpaolo denominati “Switch Barrier Digital”. Lo strumento è destinato alla quotazione sul SeDeX e sarà emesso a fine mese a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di distribuzione pari al 2% e una quota di oneri di gestione del rischio pari allo 0,78%. Questi elementi di costo andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale vincolata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo francese Lvmh. A seconda di come si muoverà l’azione, il certificato potrà inoltre offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista una partecipazione diretta alle oscillazioni del sottostante, se non nel caso peggiore di un forte ribasso dello stesso. Il rischio associato al prodotto è inferiore a quello di un investimento azionario e anche il suo rendimento potenziale è sbilanciato verso la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (31 luglio 2029) e senza alcuna opzione di esercizio anticipato. La struttura prevede il pagamento di una serie di premi annuali condizionati di ammontare pari a 45,50 euro (4,54% lordo), che saranno effettivamente corrisposti se nelle relative date di valutazione il prezzo di riferimento del sottostante sarà almeno pari al cosiddetto “livello Digital”, posto al 60% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà calcolato come media aritmetica delle chiusure che saranno rilevate nei giorni 30, 31 luglio, 1, 4 e 5 agosto 2025. Questi importi non potranno beneficiare di alcun effetto memoria, quindi i premi annuali eventualmente non incassati non potranno essere recuperati successivamente. È però previsto un cosiddetto “effetto di Consolidamento”, in virtù del quale tutti i premi successivi alla sua eventuale realizzazione potranno invece diventare di tipo incondizionato, cioè non saranno più vincolati all’andamento del sottostante. Questo effetto si potrà realizzare sempre con cadenza annuale, nelle stesse date di valutazione degli importi Digital, se anche solo in una di queste occasioni il valore di riferimento del sottostante sarà almeno pari al 100% del suo valore iniziale: in caso di performance non negativa di Lvmh sarà quindi verificata la condizione di Consolidamento e da quel momento in poi tutti i premi annuali diventeranno incondizionati. Nelle stesse date di valutazione si potrà inoltre verificare anche il cosiddetto “Evento Switch”, in virtù del quale il rimborso del capitale a scadenza risulterà tutelato da una protezione integrale del valore nominale: la condizione di questo evento coincide con quella dell’effetto di Consolidamento e di fatto finirà per trasformare il certificato in una sorta di obbligazione a tasso fisso. A scadenza, solo se non si sarà mai verificato l’evento Switch, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se il sottostante rispetterà la barriera, posta anch’essa al 60% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e pagherà l’ultimo importo Digital; b) se Lvmh chiuderà invece con una perdita superiore al 40%, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance negativa maturata dal sottostante e non pagherà l’ultimo importo Digital. In questo secondo scenario l’esito dell’investimento sarà evidentemente negativo.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica mutevole, intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario, ma che potrà velocemente spostarsi verso la realtà dei bond se il sottostante, anche solo per un periodo limitato, saprà maturare una performance non negativa rispetto al suo valore iniziale. Di fatto, la combinazione tra l’effetto di consolidamento e l’evento Switch genera una sorta di “esercizio anticipato sintetico”, che non viene però esaurito subito, ma mantiene l’orizzonte temporale originale: all’atto pratico è anzi addirittura meglio di un vero e proprio esercizio anticipato, che prevedrebbe il rimborso immediato dell’investimento, ma non consentirebbe di incassare tutti i premi futuri previsti dall’emissione. (riproduzione riservata)