Cedole annuali e capitale garantito
Lo strumento prospetta un rendimento cedolare vincolato all'andamento del comparto bancario europeo. Il capitale è garantito
Alberto Micheli
20/06/2026
Si chiuderà mercoledì 25 giugno la fase di collocamento di una nuova serie di certificati Digital a Capitale Protetto targati Intesa SanPaolo e destinati alla quotazione sul SeDeX. Lo strumento sarà emesso a fine mese a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2,50%, una quota di oneri relativi alla gestione del rischio pari all0 0,946% e una quota residuale di costi di strutturazione pari allo 0,05%: questi elementi andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale incondizionata, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è l’indice settoriale EuroStoxx Banks. A seconda di come si muoveranno i principali titoli bancari dell’Eurozona nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nel paniere, per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale, ma anche il rendimento potenziale sarà proporzionalmente inferiore.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (30 giugno 2031), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è piuttosto semplice e prevede il pagamento condizionato di una serie di cosiddetti “importi Digital”, che potranno essere corrisposti con frequenza annuale (30 giugno 2027, 30 giugno 2028, 29 giugno 2029, 28 giugno 2030 e 30 giugno 2031) se nelle relative date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione di pagamento prevista, cioè si attesterà a un livello almeno pari al 100% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla media aritmetica delle chiusure che saranno rilevate nei giorni 29, 30 giugno, 1, 2 e 3 luglio 2026. Anche nelle date di valutazione annuali per il pagamento dell’importo Digital il prezzo di riferimento del sottostante sarà definito come media aritmetica delle chiusure rilevate in cinque sedute consecutive. Nelle occasioni in cui l’EuroStoxx Banks farà segnare una performance non negativa rispetto allo strike, il premio sarà corrisposto, mentre in caso contrario l’importo sarà accantonato per essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, cioè nel momento in cui la condizione richiesta dovesse tornare verificata (effetto memoria). L’ammontare del premio annuale è pari a 43,20 euro (4,32% lordo). A scadenza il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito da una protezione del valore nominale pari al 100%, in virtù della quale il prezzo di liquidazione non potrà mai risultare inferiore a 1.000 euro indipendentemente dallo scenario di mercato. Anche in presenza di un forte ribasso dell’indice settoriale, il certificato non imporrà quindi alcuna perdita.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario, considerando che il rendimento è di tipo cedolare, ma vincolato a una logica di matrice azionaria (andamento positivo del sottostante), mentre la protezione del capitale iniziale rimanda alla logica dei bond, tanto più se si considera che anche tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Tornando al potenziale di guadagno, la presenza dell’effetto memoria sui premi annuali ammorbidisce l’impatto della condizione di pagamento, che di fatto potrà essere soddisfatta anche solo a scadenza per garantire l’incasso dell’intero profilo cedolare: questo aspetto non annulla l’esposizione al rischio di mercato, ma rende certamente più probabile l’incasso di un buon numero di importi periodici. (riproduzione riservata)