Cedole mensili garantite per due anni
A partire dal terzo anno gli importi periodici saranno vincolati a una chiusura non negativa di Enel, con effetto memoria
Alberto Micheli
22/02/2025
Si chiuderà mercoledì 26 febbraio la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect certificates targati Intesa SanPaolo e destinati alla quotazione sul SeDeX. Saranno emessi il giorno 28 a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di distribuzione pari al 2%, una quota di oneri legati alla gestione del rischio finanziario pari allo 0,774% e una quota altri costi connessi alla strutturazione del prodotto pari allo 0,07%: tutti questi elementi di costo andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del certificato, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Enel. A seconda di come si muoverà l’azione nell’arco dei prossimi anni, il certificato potrà inoltre offrire un rendimento di tipo cedolare, bilanciato da un rischio che strizza l’occhio al mondo azionario, legato alla presenza di una barriera al di sotto della quale lo strumento potrà replicare l’eventuale perdita del titolo energetico.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (28 febbraio 2029), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura prevede innanzitutto un rimborso a scadenza del capitale iniziale, vincolato alla tenuta da parte del sottostante di una barriera di tipo europeo, cioè valida solo alla data di valutazione finale. Tale barriera è collocata al 60% del valore iniziale del sottostante stesso, che a sua volta sarà determinato come media aritmetica delle chiusure di Eni, rilevate nei giorni 27, 28 febbraio, 3, 4 e 5 marzo 2025. Se il valore di riferimento finale del titolo energetico sarà pari o superiore alla barriera, il certificato verrà liquidato a 1.000 euro, mentre in caso contrario la perdita maturata dal sottostante si trasferirà integralmente sul certificato. Con cadenza mensile è inoltre previsto il pagamento di un importo periodico del valore unitario di 4 euro (0,40% lordo mensile, 4,8% lordo annuale), che per i primi due anni (dal 28 marzo 2025 al 26 febbraio 2027) sarà di tipo incondizionato e viene identificato come “importo Plus”, mentre per i successivi due anni (dal 30 marzo 2027 al 28 febbraio 2029) sarà di tipo condizionato e viene identificato come “importo Digital”. Per quanto riguarda questo secondo gruppo, i premi mensili saranno corrisposti solo nel caso di una chiusura di Enel almeno pari al 100% del suo valore iniziale, quindi solo in presenza di una performance non negativa del sottostante. Gli importi Digital potranno godere dell’effetto memoria, per cui gli eventuali importi che non saranno corrisposti per effetto di un andamento negativo del sottostante, potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, scadenza compresa.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica di rischio leggermente sbilanciata verso il contesto azionario: il rendimento di tipo cedolare rimanda al mondo delle obbligazioni, ma il fatto che la metà delle cedole sia vincolata a uno scenario di mercato non negativo introduce un rischio di tipo azionario anche su questo fronte, ancorché ridotto dal momento che coinvolge solo una parte degli importi addizionali previsti. Il rimborso del capitale a scadenza è infine esposto alla possibilità che Enel possa compromettere la barriera. L’unico elemento che contribuisce a ridurre il rischio è legato alla natura discreta della soglia di knock-out, che nel corso della vita del certificato potrà essere ceduta anche in più di un’occasione senza che questo comprometta definitivamente la capacità di protezione del capitale. (riproduzione riservata)