La prima cedola è garantita
Dal secondo anno i premi annuali saranno vincolati all'andamento di Unicredit, così come il rimborso del capitale a scadenza
Alberto Micheli
04/10/2025
Si è aperto a inizio settimana il collocamento di una nuova serie di Express certificates targati Intesa SanPaolo. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 27 ottobre e sarà poi destinato alla quotazione sul SeDeX. Sarà emesso venerdì 31 ottobre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di distribuzione del 2%, una quota di oneri relativi alla gestione del rischio pari allo 0,776% e una quota residuale di costi connessi alla strutturazione dello 0,07%: tutte queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo Unicredit. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento prefissato, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (31 ottobre 2029), accompagnata da due finestre annuali di possibile esercizio anticipato (29 ottobre 2027 o 31 ottobre 2028), che potranno anche dimezzare la durata effettiva dell’investimento. Se in una di queste finestre di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico a un prezzo prefissato che includerà un premio progressivo annuo del 7,1%: in particolare, in caso di esercizio nella prima data utile il rimborso sarà pari a 1.071 euro, mentre in caso di esercizio nella seconda data di valutazione, il rimborso sarà di 1.142 euro. Perché tale opportunità risulti verificata, le media aritmetica dei prezzi di chiusura di Unicredit, rilevati in cinque sedute consecutive, dovrà risultare non inferiore al 100% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito come media aritmetica delle chiusure rilevate nelle sedute del 30, 31 ottobre, 3, 4 e 5 novembre prossimi. Al termine del primo anno non è prevista alcuna opportunità di esercizio anticipato, ma sarà pagato un cosiddetto “Importo Plus” di tipo incondizionato pari sempre a 71 euro, cioè lo stesso ammontare che sarà incorporato con cadenza annuale nell’eventuale esercizio anticipato a partire dal secondo anno. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se Unicredit chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta al 55% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al 121,3% del valore nominale, cioè pagherà un importo finale pari al prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato di quattro premi annuali da 71 euro, per un totale di 213 euro, definito “Importo Digital”; b) se il titolo chiuderà invece con un perdita superiore al 45%, il certificato replicherà la performance negativa del sottostante, senza pagare alcun premio finale.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi annuali rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano per lo più condizionati è in gran parte attenuato dall’implicito effetto memoria che si lega al meccanismo di maturazione progressiva delle cedole e che di fatto circoscrive il rischio alla sola data di valutazione finale. Per contro, il rischio di perdita rimanda invece a quello di un investimento in azioni, anche se la barriera è abbastanza generosa, pur considerando la natura volatile del titolo bancario e il fatto che ai prezzi correnti, la soglia di knock-out si collocherebbe sui minimi di novembre 2024. (riproduzione riservata)