Cedole annuali e capitale garantito
I premi saranno corrisposti ogni volta che un paniere di titoli legati all'oro non avrà maturato una perdita superiore al 15%
Alberto Micheli
11/04/2026
A fine marzo si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di certificati Digital a Capitale Protetto targati Intesa SanPaolo e destinati alla quotazione sul SeDeX. Lo strumento sarà emesso il prossimo 30 aprile a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2,50% e una quota di oneri relativi alla gestione del rischio pari all0 0,952%: questi elementi andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale incondizionata, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere equiponderato composto da cinque titoli legati al tema dell’oro (Newmont Corp., Harmony Gold Mining, Compañía De Minas Buenaventura, Gold Fields Limited e Royal Gold). A seconda di come si muoveranno queste azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nel paniere, per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale, ma anche il rendimento potenziale sarà proporzionalmente inferiore.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (30 aprile), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è piuttosto semplice e prevede il pagamento condizionato di una serie di cosiddetti “importi Digital”, che potranno essere corrisposti con frequenza annuale (30 aprile 2027, 28 aprile 2028, 30 aprile 2029, 30 aprile 2030 e 30 aprile 2031) se nelle relative date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione di pagamento prevista, cioè si attesterà a un livello almeno pari all’85% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla media aritmetica delle chiusure che saranno rilevate nei giorni 30 aprile, 4, 5, 6 e 7 maggio 2026. Anche nelle date di valutazione annuali per il pagamento dell’importo Digital il prezzo di riferimento del sottostante sarà definito come media aritmetica delle chiusure rilevate in cinque sedute consecutive. Nelle occasioni in cui il paniere equiponderato non avrà perso più del 15% rispetto allo strike, il premio sarà corrisposto, mentre in caso contrario l’importo non sarà distribuito, né potrà essere recuperato successivamente, non essendo previsto alcun effetto memoria. L’ammontare del premio annuale è pari a 45,50 euro (4,5% lordo). A scadenza il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito da una protezione del valore nominale pari al 100%, in virtù della quale il prezzo di liquidazione non potrà mai risultare inferiore a 1.000 euro indipendentemente dallo scenario di mercato. Anche in presenza di un forte ribasso del paniere, il certificato non imporrà quindi alcuna perdita.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario, considerando che il rendimento è di tipo cedolare, ma vincolato a una logica di matrice azionaria, mentre la protezione del capitale iniziale rimanda alla logica dei bond, tanto più se si considera che anche tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Tornando al potenziale di guadagno, l’assenza dell’effetto memoria sui premi annuali appesantisce l’impatto della condizione di pagamento, che però di suo offre un discreto margine al ribasso che solitamente non viene garantito: questo aspetto non annulla l’esposizione al rischio di mercato, ma rende certamente più probabile l’incasso di un buon numero di importi periodici. (riproduzione riservata)