Protezione crescente col meccanismo Lock-in
Il potenziale di rendimento dipende direttamente dalla capacità del sottostante di muoversi al rialzo nei prossimi cinque anni
Alberto Micheli
27/08/2022
Si chiuderà venerdì 9 settembre la fase di collocamento di una nuova serie di Protection certificates targati Unicredit bank: sarà emesso il giorno 13 a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi iniziali pari al 3,85% del valore nominale: a parità di altre condizioni, il valore del prodotto sarà quindi inferiore al prezzo di emissione. A partire dal 16 settembre il certificato sarà infine ammesso a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, in quanto svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, che nell’occasione è rappresentato dall’indice Stoxx Europe ESG Environmental Leaders Select 30: è un paniere che comprende 30 titoli europei con bassa volatilità e dividendi elevati selezionati tra quelli appartenenti all’indice Stoxx Global ESG Environmental Leaders, a sua volta rappresentativo delle principali aziende globali sostenibili con riferimento ai criteri ESG. A seconda di come si muoverà il sottostante nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un’opportunità di guadagno proporzionale all’eventuale performance positiva dell’indice. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli legati a un eventuale investimento diretto nel paniere, per effetto proprio della protezione del capitale: per lo stesso motivo, anche il potenziale di rendimento sarà però inferiore, dal momento che la partecipazione progressiva è limitata dalla presenza di un Cap.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (13 settembre 2027) e non sono previste opzioni di esercizio anticipato, né il pagamento di alcun importo periodico. La struttura è relativamente semplice e prevede essenzialmente una partecipazione lineare (100%) all’eventuale performance positiva che il sottostante dovesse maturare nell’arco dei prossimi cinque anni, con un limite massimo di rimborso (Cap) posto al 130% del valore nominale. Se alla data di valutazione finale l’indice dovesse cioè registrare una chiusura superiore al suo valore iniziale, che sarà determinato il prossimo 12 settembre, il certificato garantirà un guadagno commisurato a tale apprezzamento, fino a un massimo del 30% (6% lordo annuo). Per contro, se l’indice dovesse invece maturare una performance negativa, il certificato garantirebbe comunque un rimborso minimo pari al 100% del valore nominale (protezione integrale). Ma non solo, la struttura prevede anche l’applicazione del cosiddetto Lock-in, un meccanismo in virtù del quale il livello di rimborso minimo garantito a scadenza potrà aumentare: in particolare, se in una o più delle quattro date di valutazione annuali previste il sottostante chiuderà a un livello pari o inferiore al cosiddetto “Livello di Protezione Lock-in”, il certificato consoliderà una protezione maggiorata, che sarà a sua volta crescente col passare degli anni. Partirà infatti dal 102% in caso di Lock-in dopo il primo anno, per arrivare fino al 105% in caso di Lock-in alla fine del quarto. A sua volta il Livello di Protezione Lock-in sarà decrescente e partirà dal 95% dello strike nella prima data di valutazione, per arrivare fino all’80% nella quarta. Per esempio, se nella quarta data di valutazione annuale il sottostante chiuderà al di sotto dell’80% del suo valore iniziale, il certificato consoliderà un rimborso minimo a scadenza pari al 105% del valore nominale (non più “solo” il 100%). Di fatto, in presenza di uno scenario di mercato negativo, che renderà via via meno probabile la maturazione di una performance positiva a scadenza da parte del sottostante, il meccanismo di Lock-in introduce un rendimento minimo a tutela dell’investimento.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un investimento maggiormente sbilanciato verso una logica di tipo obbligazionario: considerando la protezione integrale a scadenza, l’unico rischio di perdita è essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, dipende direttamente e proporzionalmente dall’andamento del sottostante: su questo fronte viene quindi introdotto un elemento di matrice più azionaria. (riproduzione riservata)