Proposta rialzista sull'azionario europeo
Il certificato di Unicredit replica le oscillazioni dell'EuroStoxx Select Dividend 30 con una protezione al 90% e un Cap al 145%
Alberto Micheli
15/05/2021
Si è aperta ieri la fase di collocamento di una nuova serie di Protection certificates targati Unicredit bank e destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 28 giugno, mentre il giorno 30 sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi iniziali pari al 5,373% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice EuroStoxx Select Dividend 30, che include una selezione dei 30 titoli appartenenti all’Eurozona che storicamente distribuiscono i maggiori dividendi e nel quale sono attualmente rappresentati ben sette diversi Paesi europei quali Germania, Francia, Finlandia, Olanda, Italia, Portogallo e Belgio. A seconda di come si muoverà il basket nei prossimi anni, il certificato potrà offrire una partecipazione lineare all’eventuale rialzo del mercato, limitando i rischi di perdita in funzione della presenza di rimborso minimo garantito a scadenza. L’esposizione del prodotto è decisamente inferiore rispetto a quella di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della presenza di un fattore di protezione, ma anche il potenziale di rendimento sarà ridotto in quanto la partecipazione al rialzo sarà limitata dalla presenza di un Cap.
Il certificato viene offerto con una scadenza di sei anni (30 giugno 2027), senza alcuna opzione di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre la durata dell’investimento. L’orizzonte operativo dovrà quindi essere di ampio respiro, anche se la quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è molto semplice e prevede un rimborso a scadenza proporzionale alla performance finale dell’indice EuroStoxx Select Dividend 30, con un fattore di partecipazione del 100%: a) al rialzo il certificato replicherà quindi l’eventuale guadagno maturato dal sottostante fino a un limite massimo di rimborso di 1.450 euro, che contempla la presenza di un Cap posto al 145% del prezzo di emissione, che sarà evidentemente raggiunto se il sottostante chiuderà i prossimi seu anni con un progresso pari o superiore al 45%, il 7,5% lordo su base annua ; b) al ribasso il certificato garantirà invece un rimborso minimo pari al 90% del prezzo di emissione (900 euro), in ragione di un fattore di protezione che si attesta proprio al 90% del valore nominale dello strumento. Indipendentemente dallo scenario di mercato, questo prodotto potrà quindi sempre contenere la perdita massima entro il 10%: in caso di ribasso finale non superiore a tale limite, il certificato replicherà la performance negativa in modo proporzionale. A questo proposito va segnalato come il valore iniziale dell’indice sarà rilevato alla chiusura del 29 giugno prossimo.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un mix tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario, ma sbilanciato verso quest’ultimo: il fattore di protezione non è integrale e quindi espone la posizione a una certo grado di perdita, certamente superiore a quello di un ipotetico investimento in bond. Anche qui c’è inoltre un’esposizione al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. La presenza di una relazione lineare diretta tra il rimborso a scadenza e l’andamento del mercato è invece assolutamente in linea con la realtà del mercato azionario. La presenza di un fattore di protezione pari al 90% riduce chiaramente il rischio rispetto a un eventuale investimento diretto nell’indice, ma questo elemento si traduce in una contestuale limitazione del rendimento potenziale. Questo strumento conferma una volta di più l’estrema flessibilità che possono offrire i certificati d’investimento in termini di bilanciamento del rapporto tra rischio e rendimento. (riproduzione riservata)