Unicredit, una proposta sui colossi del web
Lo scenario favorevole prevede che Facebook e Alphabet chiudano almeno uno dei prossimi sette semestri senza aver perso più del 5%
Alberto Micheli
15/02/2020
Da un paio di settimane è disponibile in collocamento una nuova serie di Express certificates targati Unicredit bank. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso venerdì 28 febbraio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2,25% più altri costi pari al 2,993%, per un totale del 5,243%: queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Il prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da una coppia di colossi americani del web, Facebook e Alphabet (Google). In relazione a come si muoveranno queste due azioni nei prossimi anni, il certificato potrà corrispondere un rendimento prefissato, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso a scadenza. Il rischio di mercato è inoltre reso più elevato dall’applicazione del cosiddetto principio “Worst of”, che considera cioè come riferimento rilevante il titolo che di volta in volta farà registrare la performance peggiore.
Il certificato ha una scadenza di tre anni e mezzo (28 agosto 2023), alla quale si affiancano però sei finestre semestrali di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre anche sensibilmente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione il sottostante che si sarà comportato peggio (“Worst of” appunto) rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico con un premio prefissato. Nello specifico la condizione di esercizio prevede che nessuno dei due titoli maturi una perdita superiore al 5%: concretamente se in una delle date di valutazione previste anche il sottostante peggiore chiuderà a un livello almeno pari al 95% del suo valore iniziale, il certificato sarà esercitato anticipatamente e liquidato al prezzo di emissione, maggiorato di un premo semestrale lordo del 3,10%, che a sua volta sarà moltiplicato per il numero di semestri trascorsi dall’emissione. In caso di esercizio dopo il primo semestre il valore di rimborso sarà quindi di 1.031 euro, per poi salire a 1.062 al termine del secondo semestre, 1.093 al terzo, 1.124 al quarto, 1.155 al quinto e 1.186 al sesto. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se i due titoli chiuderanno tutti a un livello almeno pari al 95% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000), maggiorato di un premio finale di 217 euro, pari sempre al 3,10% lordo su base semestrale; b) se anche uno solo dei due titoli farà segnare invece una perdita pari o superiore al 5%, il certificato sarà comunque liquidato al prezzo di emissione, a patto che nessun titolo abbia maturato una perdita superiore al 30%; c) se anche uno solo dei due titoli chiuderà infine al di sotto della barriera posta al 70% del rispettivo strike, il certificato replicherà la performance del titolo peggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una struttura relativamente semplice, condizionata però dal criterio “Worst of” applicato a due sottostanti storicamente piuttosto volatili, che impone una forte esposizione al rischio di mercato, solo parzialmente attenuata dalla protezione condizionata del capitale. L’ammontare del premio semestrale non appare inoltre così premiante, soprattutto se si considera la distanza relativamente ridotta della barriera, anche se il fatto che il suo eventuale pagamento andrà a cumularsi per tutta la durata dell’investimento, rende maggiore la probabilità di un risultato positivo. Sarà infatti sufficiente che la condizione prevista venga rispettata in uno solo dei sette semestri di vita del certificato, perché il rendimento massimo venga effettivamente incassato. Nella valutazione dell’investimento va infine considerato che i due sottostanti sono sui massimi storici o comunque a ridosso degli stessi, il che esprime una chiara forza relativa dei due, ma probabilmente ne riduce anche i margini di apprezzamento. (riproduzione riservata)