Unicredit, premi condizionati ma con memoria
Lo strumento cumula il rendimento semestrale, che sarà però pagato solo in caso di performance non negativa del titolo Glencore
Alberto Micheli
13/04/2019
Martedì scorso, 9 aprile, si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Express certificates targati Unicredit Bank. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso lunedì 29 aprile a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3% e una di costi di strutturazione pari all’1,6524% del valore nominale: entrambe queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti "certificati a capitale condizionatamente protetto", che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo inglese Glencore Plc, società anglo-svizzera che si occupa di attività mineraria e scambio merci. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi tre anni e mezzo, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dell’azione, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso del titolo. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni e mezzo (31 ottobre 2022), accompagnata da sei finestre semestrali di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre anche drasticamente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione maggiorato di un premio progressivo pari al 4,2% lordo su base semestrale: in particolare, perché l’esercizio anticipato risulti verificato, il sottostante dovrà chiudere a un livello almeno pari al suo valore iniziale, che sarà definito in base alla chiusura del prossimo 26 aprile. In caso di performance negativa del sottostante, il certificato non sarà esercitato, né sarà pagato il premio semestrale: quest’ultimo andrà però a sommarsi a quello del semestre successivo, in modo che il rendimento medio semestrale resti invariato. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) di nuovo, se Glencore chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione, maggiorato di un premio finale pari al 29,40% lordo, sempre il 4,20% semestrale; b) se il titolo inglese chiuderà invece in negativo, ma non al di sotto della barriera, posta al 60% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione senza alcun premio accessorio. In questo caso sarà quindi garantita la sola protezione del capitale iniziale; c) se il sottostante chiuderà infine con una perdita superiore al 40%, il certificato integralmente replicherà tale performance negativa. Lo strumento implica quindi un’aspettativa rialzista sul titolo inglese, non necessariamente eclatante, ma almeno sufficiente a garantire il pagamento del premio progressivo: in almeno una delle sette rilevazioni semestrali che saranno effettuate nei prossimi tre anni e mezzo (scadenza compresa), il certificato dovrà quotare a un livello almeno pari a quello corrente.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi progressivi rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano condizionati è sensibilmente attenuato dalla presenza dell’effetto Memoria, che consentirà sempre di cumulare i premi maturati su base semestrale. Il rischio di perdita può però raggiungere anche quello di un investimento in azioni e, per quanto lontana, la barriera si collocherebbe oggi su livelli che il titolo frequentava meno di tre anni fa, quindi non così fuori portata. Da notare infine che la quotazione in valuta estera del sottostante non avrà alcun impatto sul risultato dell’investimento, che risulta infatti immunizzato dal rischio cambio. (riproduzione riservata)