Cedole interessanti, ma legate alle banche
Il rischio di mancato incasso dei premi annuali è concreto, anche se attenuato dall'effetto memoria. Barriera sul capitale al 50%
Alberto Micheli
14/08/2021
Da alcune settimane è disponibile in collocamento una nuova serie di Express certificates targati Intesa SanPaolo. Lo strumento sarà in sottoscrizione fino al prossimo 24 agosto e sarà poi destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà emesso lunedì 30 agosto a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di distribuzione del 7,75% e una quota residuale di costi connessi alla strutturazione dello 0,50%: queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici EuroStoxx Select Dividend 30 ed EuroStoxx Banks. In relazione a come si muoveranno i due panieri continentali nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento prefissato, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance degli indici, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei due. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di sei anni (30 agosto 2027), accompagnata da cinque finestre annuali di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre anche drasticamente la durata dell’investimento. Se in una di queste cinque date di valutazione entrambi i sottostanti rispetteranno la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico a un prezzo prefissato, che sconterà un premio progressivo del 7% lordo. Concretamente, il rimborso sarà di 1.070 euro in caso di esercizio alla prima data utile, 1.140 in caso di esercizio alla seconda e 1.210 alla terza, 1.280 alla quarta e 1.350 alla quinta: perché si verifichi l’esercizio anticipato in una delle cinque finestre prefissate, entrambi gli indici dovranno maturare una performance non negativa, cioè dovranno chiudere a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale, che sarà rilevato alla chiusura del prossimo 30 agosto. In caso contrario non sarà corrisposto alcun ammontare parziale, ma il rendimento medio annuo sarà comunque garantito dalla naturale progressione dei rimborsi, che finiranno per delineare un implicito effetto memoria. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno verificarsi tre scenari alternativi: a) se entrambi gli indici chiuderanno a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (1.000 euro) e pagherà un importo Digital del valore di 420 euro, che di fatto manterrà il rendimento medio annuo al 7% lordo; b) se almeno uno dei due indici chiuderà invece in territorio negativo, ma nessuno al di sotto della barriera, posta al 50% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione; c) se almeno uno dei due indici chiuderà infine con un perdita superiore al 50%, il certificato replicherà la performance negativa del sottostante peggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha la classica logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi annuali rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che questi pagamenti siano condizionati introduce un concreto rischio di mancato incasso, solo in parte attenuato dall’implicito effetto memoria che si lega al meccanismo di maturazione progressiva delle cedole e che di fatto circoscrive lo scenario negativo alla sola data di valutazione finale. Per contro, il rischio di perdita rimanda invece al contesto azionario, ulteriormente accentuato dal meccanismo “Worst of” che coinvolge due diversi sottostanti. La barriera è abbastanza generosa, ma considerando che uno dei due indici rappresenta il comparto bancario, il margine dalla soglia di knock-out non offre garanzie assolute. (riproduzione riservata)