Un'offerta con orizzonte temporale flessibile
È sufficiente che Eni chiuda sopra lo strike almeno uno dei prossimi sei semestri per incassare un rendimento medio anno del 5,2%
Alberto Micheli
16/01/2021
È attiva dallo scorso 22 dicembre la fase di collocamento di una nuova serie di Express certificates targati Unicredit Bank. A partire dal 5 febbraio prossimo lo strumento sarà ammesso a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà invece emesso venerdì 29 gennaio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di oneri iniziali pari al 5,158% del valore nominale: queste componenti di costo andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Eni. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento prefissato, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (29 gennaio 2024), accompagnata da cinque finestre annuali di possibile esercizio anticipato (22 luglio 2021, 24 gennaio 2022, 22 luglio 2022, 23 gennaio 2023 e 24 luglio 2023), che potranno ridurre anche sensibilmente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico a un prezzo prefissato, pari a 1.026 euro in caso di rimborso dopo un anno, 1.052 in caso di rimborso al termine del secondo, 1.078 dopo il terzo, 1.104 dopo il quarto e 1.130 in caso di rimborso al termine del quinto: perché l’esercizio anticipato risulti verificato, il sottostante dovrà chiudere a un livello non inferiore al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 28 gennaio. In caso di performance negativa del sottostante, il certificato non sarà invece esercitato, né sarà pagato alcun ammontare parziale. A scadenza, cioè in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se Eni chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato a un prezzo finale di 1.156 euro, garantendo quindi un rendimento annuale medio del 5,2% lordo; b) se il colosso petrolifero chiuderà in negativo, ma non al di sotto della barriera, posta al 60% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000 euro) senza alcun premio accessorio. In questo caso sarà quindi garantita la sola protezione del capitale iniziale; c) se il sottostante chiuderà con una perdita superiore al 40%, il certificato replicherà integralmente tale performance negativa, riportando quindi lo stesso risultato negativo di Eni, al netto però dei dividendi che l’azione pagherà nei prossimi tre anni e che non saranno invece percepiti dai possessori del certificato. Lo strumento implica un’aspettativa rialzista sul titolo petrolifero, non necessariamente eclatante, ma sufficiente a garantire il pagamento del premio progressivo: il certificato dovrà infatti quotare a un livello almeno pari al suo valore iniziale in almeno una delle sei rilevazioni semestrali che saranno effettuate nell’arco dei prossimi tre anni (scadenza compresa).
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi progressivi rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano condizionati è sensibilmente attenuato dalla presenza di una sorta di effetto Memoria, che si traduce in una progressione costante dei premi potenziali. Il rischio di perdita può però allinearsi a quello di un investimento in azioni, anche se va rilevato come la barriera sia piuttosto generosa, tanto che ai prezzi correnti si collocherebbe ben al di sotto del picco negativo dello scorso anno, su livelli che il titolo non vede dalla metà degli anni ‘90. (riproduzione riservata)