Rendimento progressivo condizionato per Unicredit
Lo strumento matura un premio crescente che sarà però corrisposto solo in presenza di uno scenario non negativo per il sottostante
Giovedì 30 maggio si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Express certificates targati Unicredit Bank. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso venerdì 28 giugno “a sconto”, cioè a un prezzo unitario di 91 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2,7473% e una di costi di strutturazione pari all’1,5999% del valore nominale: entrambe queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo spagnolo Banco Santander, quotato alla Bolsa de Madrid. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento prefissato, ma non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dell’azione, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso del titolo. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (28 giugno 2023), accompagnata da tre finestre annuali di possibile esercizio anticipato (22 giugno 2020, 21 giugno 2021 e 21 giugno 2022), che potranno ridurre la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico a un prezzo prefissato, pari a 100 euro in caso di rimborso dopo un anno, 105 in caso di rimborso al termine del secondo anno e 110 in caso di rimborso al termine del terzo: in particolare, perché l’esercizio anticipato risulti verificato, il sottostante dovrà chiudere a un livello non inferiore al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 27 giugno. In caso di performance negativa del sottostante, il certificato non sarà quindi esercitato, né sarà pagato alcun ammontare parziale. A scadenza, cioè in caso di mancato esercizio anticipato, potranno invece verificarsi tre scenari alternativi: a) se Banco Santander chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato a un prezzo finale di 115 euro; b) se il titolo spagnolo chiuderà in negativo, ma non al di sotto della barriera, posta al 65% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (91 euro) senza alcun premio accessorio. In questo caso sarà quindi garantita la sola protezione del capitale iniziale; c) se il sottostante chiuderà con una perdita superiore al 35%, il certificato replicherà integralmente tale performance negativa, calcolata però sul valore nominale del prodotto (100 euro): considerando il prezzo di emissione “a sconto” (91 euro), la perdita effettiva sarà quindi comunque inferiore a quella maturata dal sottostante. Lo strumento implica un’aspettativa rialzista sul titolo spagnolo, non necessariamente eclatante, ma sufficiente a garantire il pagamento del premio progressivo: il certificato dovrà infatti quotare a un livello almeno pari al suo valore iniziale in almeno una delle quattro rilevazioni annuali che saranno effettuate nell’arco dei prossimi quattro anni (scadenza compresa).
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi progressivi rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano condizionati è sensibilmente attenuato dalla presenza di una sorta di effetto Memoria, che si traduce in una progressione costante dei premi potenziali. Il rischio di perdita può però allinearsi a quello di un investimento in azioni, per quanto ammortizzato dall’emissione sotto la pari del certificato. A questo proposito va comunque rilevato come allo stato attuale la barriera si collocherebbe su livelli che il titolo non vede addirittura dalla metà degli anni ‘90. (riproduzione riservata)