Mobilità sostenibile con ampia protezione
Lo strumento limita la perdita massima al 5% a fronte di una partecipazione senza Cap. Attenzione però alla struttura dell'indice
Alberto Micheli
19/06/2021
Lunedì 7 giugno si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Protection certificates targati Intesa SanPaolo: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 9 luglio, mentre il giorno 20 sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di distribuzione pari al 2,50%, che potranno salire fino al 3% oltre un certo ammontare di collocato, e una quota di costi connessi alla strutturazione del prodotto pari allo 0,20%: queste due componenti andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice Solactive New Mobility 16% Risk Control 5% Decrement Net (Eur), un paniere che attualmente comprende nove titoli di società attive nel settore della mobilità sostenibile, i cui dividendi sono reinvestiti nello stesso basket, dal cui valore viene invece detratto un dividendo sintetico annuo del 5%. A seconda di come si muoverà nei prossimi anni questo indice, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo proporzionale. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale.
Il certificato viene offerto con una scadenza ben sette anni (20 luglio 2028), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre automaticamente la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà però la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è abbastanza semplice come logica di fondo, anche se nel concreto definisce il payoff in modo relativamente articolato. Innanzitutto è bene chiarire che non è previsto il pagamento di alcun importo periodico, per cui il potenziale di rendimento del certificato è essenzialmente riconducibile alla capacità del sottostante di sviluppare uno scenario positivo. Nel concreto, se il valore di riferimento finale dell’indice, che sarà definito come media aritmetica delle chiusure che saranno registrate nei giorni 13, 14, 17 e 18 luglio 2028, sarà almeno pari alla barriera, posta al 70% del valore di riferimento iniziale, il certificato pagherà un importo proporzionale alla performance del sottostante, senza alcun Cap e con una garanzia di rimborso minimo pari al 100% del prezzo di emissione (1.000 euro). Al contrario, se l’indice finirà invece per maturare una perdita superiore al 30%, il certificato parteciperà linearmente alla performance negativa, potendo però contare su una soglia di protezione posta al 65% del valore nominale (rimborso minimo pari a 650) e sul pagamento di un cosiddetto “Importo Digital” del valore di 300 euro, che sarà corrisposto solo in questo scenario negativo e che di fatto limiterà la perdita totale a un massimo del 5% (rimborso minimo totale pari a 950 euro). Il valore iniziale del sottostante sarà definito anch’esso come media aritmetica delle chiusure che saranno registrate il 16, 19, 20 e 21 luglio prossimi.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno azionario, dal momento che la protezione del capitale è quasi integrale e rimanda quindi in buona parte alla realtà dei bond, mentre il potenziale di rendimento è direttamente proporzionale allo scenario di mercato e quindi in piena linea con la prospettiva di un investimento azionario: quanto più il settore della mobilità sostenibile saprà crescere nei prossimi sette anni, tanto più il certificato in oggetto sarà destinato a beneficiarne. L’unico vero limite su quest’ultimo aspetto è però legato a quell’elemento di controllo del rischio (“16% Risk Control”) cui fa riferimento il nome dell’indice e che, per esempio, determina una composizione del paniere attualmente orientata per circa il 60% sul mercato monetario, riducendo quindi drasticamente il potenziale di partecipazione all’ambito azionario. (riproduzione riservata)