Protezione parziale sull'indice EuroStoxx50
Il certificato distribuito da Intesa SanPaolo prospetta cedole annuali con memoria in caso di scenario non negativo
Alberto Micheli
02/04/2022
Da alcuni giorni è disponibile in collocamento una nuova serie di certificati Digital a Capitale Protetto targati Intesa SanPaolo e destinati alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Lo strumento sarà emesso a fine aprile a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2,50%, una quota di oneri relativi alla gestione del rischio pari all’1% e una quota residuale di costi di strutturazione pari allo 0,05%: questi elementi andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale incondizionata, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è l’indice delle blue chip del Vecchio continente, l’EuroStoxx50. A seconda di come si muoverà il mercato europeo nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nel paniere, per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale, ma anche il rendimento potenziale sarà proporzionalmente inferiore.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (29 aprile 2027), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è piuttosto semplice e prevede il pagamento condizionato di una serie di cosiddetti “importi Digital”, che potranno essere corrisposti con frequenza annuale (28 aprile 2023, 29 aprile 2024, 29 aprile 2025, 29 aprile 2026 e 29 aprile 2027) se nelle relative date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione di pagamento prevista, cioè si attesterà a un livello almeno pari al 100% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla media aritmetica delle chiusure che saranno rilevate nei giorni 26, 27, 28, 29 aprile e 2 maggio 2022. Anche nelle date di valutazione annuali per il pagamento dell’importo digital il prezzo di riferimento del sottostante sarà definito come media aritmetica delle chiusure rilevate in cinque sedute consecutive. Nelle occasioni in cui l’EuroStoxx50 farà segnare una performance non negativa rispetto allo strike, il premio sarà corrisposto, mentre in caso contrario l’importo sarà accantonato per essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, cioè nel momento in cui la condizione richiesta dovesse tornare verificata (effetto memoria). L’ammontare del premio annuale è pari a 32,30 euro (3,23% lordo). A scadenza il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito da una protezione del valore nominale pari al 90%, in virtù della quale il prezzo di liquidazione non potrà mai risultare inferiore a 90 euro indipendentemente dallo scenario di mercato. In presenza di un forte ribasso dell’indice continentale, la partecipazione alla perdita sarà infatti circoscritta a un limite massimo del 10%.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario, considerando che il rendimento è di tipo cedolare, ma vincolato a una logica di matrice azionaria (andamento positivo del sottostante), così come la protezione del capitale iniziale, tipica dei bond, è limitata al 90% del valore nominale ed espone quindi il restante 10% al rischio di mercato. A proposito di protezione, si ricorda inoltre che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Tornando infine al potenziale di guadagno, la presenza dell’effetto memoria sui premi annuali ammorbidisce l’impatto della condizione di pagamento, che di fatto potrà essere soddisfatta anche solo a scadenza per garantire l’incasso dell’intero profilo cedolare: questo aspetto non annulla l’esposizione al rischio di mercato, ma rende certamente più probabile l’incasso di un elevato numero di importi periodici. (riproduzione riservata)