Sfruttare la politica monetaria restrittiva
Il certificato vincola il pagamento dei premi periodici alla capacità dell'Euribor di mantenersi oltre un livello prefissato
Alberto Micheli
29/04/2023
Da giovedì scorso, 27 aprile, è disponibile in collocamento una nuova serie di certificati Digital a Capitale Protetto targati Intesa SanPaolo e destinati alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Lo strumento sarà emesso a fine maggio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari all’1% e una quota di oneri relativi alla gestione del rischio pari allo 0,388%: questi elementi andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale incondizionata, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal tasso Euribor a 3 mesi. A seconda di come si muoveranno i tassi nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, che non sarà però proporzionale all’andamento dei tassi stessi. I rischi associati all’investimento sono molto contenuti per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale, ma anche il rendimento potenziale sarà ridotto.
Il certificato viene offerto con una scadenza di due anni (30 maggio 2025), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è piuttosto semplice e prevede il pagamento condizionato di una serie di cosiddetti “importi Digital”, che potranno essere corrisposti con frequenza semestrale (30 novembre 2023, 31 maggio 2024, 29 novembre 2024 e 30 maggio 2025) se nelle relative date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione di pagamento prevista, cioè si attesterà a un livello almeno pari al 100% del suo valore iniziale, che a sua volta è stato definito al 2,50%. Il valore dell‘attività sottostante sarà rilevato in ciascuna data di valutazione in base al Tasso di Interesse pubblicato sulla pagina Bloomberg "EUR003M <Index>" intorno alle ore 11:00. Nelle occasioni in cui l’Euribor a 3 mesi saprà confermarsi a un livello almeno pari allo strike, il premio sarà corrisposto, mentre in caso contrario l’importo non sarà distribuito, né sarà accantonato per essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile: per questa serie non è infatti prevista la presenza di alcun effetto memoria. L’ammontare del premio semestrale è di 20 euro, pari al 4% lordo annuo. A scadenza il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito da una protezione del valore nominale pari al 100%, in virtù della quale il prezzo di liquidazione non potrà mai risultare inferiore a 1.000 euro indipendentemente dallo scenario di mercato. Anche in presenza di un forte ribasso del tasso Euribor, il certificato non imporrà quindi alcuna perdita.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica particolarmente sbilanciata verso il contesto obbligazionario, considerando che il rendimento è di tipo cedolare e che l’effettivo incasso dei premi è sì vincolato all’andamento di un sottostante, ma appartenente addirittura al mercato monetario, quindi fisiologicamente caratterizzato da una volatilità molto ridotta rispetto, per esempio, a un titolo azionario. Anche la protezione del capitale iniziale rimanda inoltre alla logica dei bond, tanto più se si considera che anche tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. L’assenza dell’effetto memoria introduce un parziale elemento di rischio, che però è controbilanciato proprio dalla natura del sottostante, che attualmente si attesta oltre il 3,2%, quindi già in posizione utile per il pagamento degli importi addizionali. Lo stesso future sul tasso Euribor a 3 mesi con scadenza giugno 2025 sconta oggi un tasso superiore al 2,80%, quindi anch’esso al di sopra dello strike del certificato. Certo, l’assenza dell’effetto memoria espone il rendimento del prodotto a una possibile riduzione, soprattutto in relazione alle ultime date di pagamento dei premi semestrali. (riproduzione riservata)