Cedola annuale da cinque titoli domestici
Il prodotto di Intesa SanPaolo vincola lo stacco dei premi alla capacità di un paniere equiponderato di non perdere oltre il 30%
Alberto Micheli
25/09/2021
Si è aperto a metà mese il collocamento di una nuova serie di Cash Collect certificates targati Intesa SanPaolo. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 26 ottobre e sarà poi destinato alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Sarà emesso venerdì 29 ottobre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di distribuzione del 2%, una quota di oneri relativi alla gestione del rischio pari allo 0,82% e una quota residuale di costi connessi alla strutturazione dello 0,07%: tutte queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere equiponderato composto dai cinque titoli domestici Banca Generali, Poste italiane, Stellantis, Telecom e Unipol. Non si tratta quindi di basket “Worst of”, ma un vero e proprio paniere diversificato. In relazione a come si muoveranno le cinque azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, ma non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance del basket, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (29 ottobre 2025) e non prevede alcuna opzione di esercizio anticipato che possa ridurre la durata dell’investimento in modo automatico. La quotazione sul SeDeX garantisce comunque una valida opportunità di liquidazione sul mercato secondario in caso di necessità. Con cadenza annuale lo strumento prevede invece il pagamento condizionato di un cosiddetto “Importo Digital” pari a 37,50 euro (3,75% lordo), che assume questo nome in quanto il suo pagamento è riconducibile alla logica di un’opzione digitale, che prevede cioè solo due soluzioni possibili, e cioè il pagamento della cedola o il mancato pagamento della stessa. Se nei diversi periodi di valutazione digital il paniere non farà segnare una perdita superiore al 30%, cioè chiuderà a un livello almeno pari al 70% del suo valore iniziale, il premio annuale sarà corrisposto, mentre in caso contrario andrà perduto e non potrà essere recuperato in alcuna occasione successiva: non è infatti previsto alcun effetto Memoria. A scadenza potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) di nuovo, se il paniere chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta anch’essa al 70% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e pagherà l’ultimo premio di competenza; b) se il basket chiuderà invece con una perdita superiore al 30%, il certificato replicherà tale performance negativa, senza pagare alcun premio accessorio.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi annuali rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che questi pagamenti siano condizionati espone gli stessi a un parziale rischio azionario. Per contro, il rischio di perdita rimanda invece a quello di un investimento in azioni, considerando anche che la barriera non è particolarmente generosa. A questo proposito va però considerata l’implicita diversificazione che garantisce la composizione del paniere e che di fatto riduce la volatilità potenziale del sottostante, attenuando anche il rischio barriera. Per quanto tutti quotati a piazza Affari e quindi concentrati come rischio in termini geografici, i cinque titoli che compongono il basket non appartengono allo stesso settore e quindi offrono un’effettiva diversificazione del rischio in termini di area di business. Da notare anche i prezzi di riferimento validi per la definizione dello strike, ma anche per la determinazione dello stacco delle cedole e del rimborso finale sono essi stessi delle medie aritmetiche di chiusure registrate in più sedute consecutive, quindi riducono il rischio d’incappare in una singola giornata di sell-off particolarmente sfortunata. (riproduzione riservata)