Cedole mensili, garantite per due anni
Il certificato di Intesa SanPaolo è legato a Bmw, dal quale dipenderà il rimborso a scadenza e il pagamento di metà dei premi
Alberto Micheli
15/01/2022
Si chiuderà mercoledì prossimo, 26 gennaio, la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect certificates targati Intesa SanPaolo, che saranno poi destinati alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Sarà emesso a fine mese a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di distribuzione pari al 2% e una quota di costi legati alla gestione del rischio finanziario pari allo 0,816%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura, che nell’occasione è rappresentato dal titolo tedesco Bmw. A seconda di come si muoverà l’azione nell’arco dei prossimi anni, il certificato potrà inoltre offrire un rendimento di tipo cedolare, bilanciato da un rischio che strizza l’occhio al mondo azionario, legato alla presenza di una barriera al di sotto della quale lo strumento potrà replicare l’eventuale perdita del titolo automobilistico.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (30 gennaio 2026), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque all’investitore la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura prevede innanzitutto un rimborso a scadenza del capitale iniziale, vincolato alla tenuta da parte del sottostante di una barriera di tipo europeo, cioè valida solo alla data di valutazione finale. Tale barriera è collocata al 60% del valore iniziale del sottostante stesso, che a sua volta sarà determinato come media aritmetica delle chiusure di Bmw, rilevate nei giorni 27, 28, 31 gennaio, 1 e 2 febbraio 2022. Se il valore di riferimento finale del titolo assicurativo sarà pari o superiore alla barriera, il certificato verrà liquidato a 1.000 euro, mentre in caso contrario la perdita maturata dal sottostante si trasferirà integralmente sul certificato. Con cadenza mensile è inoltre previsto il pagamento di un importo periodico del valore unitario di 4,8 euro (0,48% lordo), che per i primi due anni (dal 28 febbraio 2022 al 31 gennaio 2024) sarà di tipo incondizionato e viene identificato come “importo Plus”, mentre per i successivi due anni (dal 29 febbraio 2024 al 30 gennaio 2026) sarà di tipo condizionato e viene identificato come “importo Digital”. Per quanto riguarda questo secondo gruppo, i premi mensili saranno corrisposti solo in caso di una chiusura di Bmw almeno pari al 100% del suo valore iniziale, quindi solo in presenza di una performance non negativa del sottostante. Gli importi Digital non godranno di alcun effetto memoria, per cui gli eventuali premi che non saranno corrisposti per effetto di un riscontro negativo del sottostante, non potranno essere recuperati in alcuna occasione successiva.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica di rischio leggermente sbilanciata verso il contesto azionario: il rendimento di tipo cedolare rimanda al mondo delle obbligazioni, ma il fatto che la metà delle cedole siano vincolate a uno scenario di mercato non negativo introduce un rischio di tipo azionario anche su questo fronte, ancorché ridotto dal momento che coinvolge solo una parte degli importi addizionali previsti. Il rimborso del capitale a scadenza è invece esposto alla possibilità che Bmw possa compromettere la barriera, che in teoria potrebbe sembrare abbastanza generosa, ma che in realtà, ai valori correnti, si collocherebbe sui prezzi di ottobre/novembre 2020. L’unico elemento che contribuisce a ridurre il rischio è legato alla natura discreta della soglia di knock-out, che nel corso della vita del certificato potrà essere ceduta anche in più di un’occasione senza che questo ne comprometta definitivamente la capacità di protezione del capitale, che a quel punto potrebbe valorizzare almeno la tranche di “importi Plus” pagati nel corso dei primi due anni e che saranno come detto garantiti in qualunque scenario di mercato. (riproduzione riservata)