Un'opportunità se i tassi rallentano
La proposta di Unicredit potrebbe trovare appeal se l'Euribor dovesse iniziare a consolidare, interrompendo la sua corsa
Alberto Micheli
24/06/2023
Si è aperta mercoledì scorso, 21 giugno, la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect certificates targati Unicredit bank e destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx a partire dal prossimo 21 luglio: lo strumento sarà emesso il giorno 18 a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi iniziali pari al 3,328% del valore nominale: a parità di altre condizioni, il valore del certificato sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal tasso Euribor a 3 mesi. A seconda di come si muoveranno i tassi nei prossimi anni, il certificato potrà offrire o meno delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli legati a un investimento azionario, per effetto proprio della protezione del capitale: per lo stesso motivo, anche il potenziale di rendimento sarà però inferiore.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (19 luglio 2027), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di possibile esercizio anticipato che possa ridurre automaticamente la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento secondo necessità, alle condizioni espresse dal mercato in ogni momento. La struttura è piuttosto intuitiva e prevede, a partire dal prossimo 18 ottobre, il pagamento di una cedola trimestrale condizionata di ammontare pari a 12 euro (1,2% lordo): questi premi saranno corrisposti solo se nelle relative date di valutazione il sottostante si attesterà all’interno di un range prefissato. Nello specifico, l’Euribor a 3 mesi non dovrà risultare inferiore al cosiddetto “Livello Importo Aggiuntivo Condizionato (Basso)”, pari all’1,75% e non dovrà nemmeno risultare superiore al cosiddetto “Livello Importo Aggiuntivo Condizionato (Alto)”, pari al 3,75%. Se il tasso saprà quindi mantenersi all’interno di tale intervallo, estremi inclusi, il premio trimestrale sarà quindi corrisposto, mentre in caso contrario, cioè se l’Euribor a 3 mesi dovesse scendere sotto l’1,75% o salire oltre il 3,75%, l’importo addizionale non sarà pagato, né potrà essere recuperato successivamente, in quanto non è previsto alcun effetto memoria. A scadenza, il rimborso del capitale sarà infine garantito da una protezione integrale (100%) del valore nominale: indipendentemente dall’andamento dei tassi il certificato sarà quindi sempre liquidato al suo prezzo di emissione (1.000 euro). Da notare che la protezione viene garantita solo a scadenza e quindi in caso di vendita anticipata sul mercato secondario, il valore dello strumento potrebbe risultare anche inferiore a quello di emissione, per effetto proprio di un andamento avverso dei tassi, che rendesse meno probabile il pagamento dei premi o riducesse l’appeal dei premi stessi pagati dal certificato.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un investimento accostabile a una logica di tipo obbligazionario: considerando la protezione integrale a scadenza, l’unico rischio di perdita che impone lo strumento è essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, le cedole trimestrali di questo certificato potranno prospettare un rendimento massimo annuo del 4,20% lordo, ma le perplessità si legano soprattutto all’intervallo di pagamento dei premi, se si considera che l’Euribor a 3 mesi quota già a ridosso dell’estremo superiore del range, mentre il tasso ufficiale Bce è stato recentemente alzato al 4% ed è in predicato di essere ulteriormente aumentato, almeno secondo le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde. Un ulteriore aumento dei tassi avrebbe due conseguenze negative: renderebbe meno probabile il pagamento dei premi e renderebbe anche il loro ammontare, che è fisso, meno appetibile. Considerando la durata quadriennale dell’investimento, lo scenario ideale sarebbe quello di un futuro abbassamento dei tassi, che tornerebbe a favorire il pagamento dei premi, rendendoli anche più appetibili come ammontare. (riproduzione riservata)