Certificato ibrido, per spremere l'inflazione
I premi sono vincolati all'andamento dell'indice dei prezzi, la protezione del capitale è legata al settore bancario europeo
Alberto Micheli
04/06/2022
Da poco più di una settimana è disponibile in collocamento una nuova serie di Cash Collect certificates targati Unicredit bank: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 28 giugno, mentre il giorno 30 sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi iniziali pari a 33,50 euro: a parità di altre condizioni, il valore del certificato sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice EuroStoxx Banks. Sul fronte del rendimento potenziale lo strumento è invece legato all’andamento dell’indice Eurostat Eurozone HICP ex Tobacco Unrevised Series NSA, che di fatto misura l’inflazione in Europa e in relazione alla quale potranno essere pagati degli importi periodici condizionati di tipo variabile, cioè proporzionali proprio all’andamento dell’indice.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (30 giugno 2025), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre automaticamente la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura viene definita “Hybrid” (ibrida) in quanto, come detto, si lega a un doppio sottostante. Il primo, l’indice Eurostat Eurozone HICP ex Tobacco Unrevised Series NSA, incide sul potenziale di rendimento del prodotto, mentre il secondo, l’indice EuroStoxx Banks, sarà determinante per il rimborso del capitale a scadenza. Ma andiamo con ordine: con cadenza annuale il certificato prevede il pagamento di un importo aggiuntivo condizionato, che sarà effettivamente corrisposto nelle occasioni in cui l’indice dei prezzi avrà registrato un aumento rispetto all’anno precedente. L’ammontare dell’importo che sarà corrisposto sarà proporzionale al rialzo registrato dall’indice rispetto all’anno precedente, con un fattore di partecipazione del 120%. Per esempio, lo scorso aprile l’indice dei prezzi si è attestato a 114,18 punti, in rialzo del 7,55% rispetto ai 106,16 di aprile 2021: in quel caso il premio annuale pagato dal certificato sarebbe stato superiore al 9%. In questa fase l’inflazione è molto elevata, quindi il potenziale di rendimento del prodotto sembra molto appetibile: si tratta però di valutare come si evolverà la situazione nei prossimi anni, tenendo conto che il mese di riferimento per quanto riguarda il calcolo dell’inflazione è quello di marzo. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà invece vincolato all’andamento del benchmark settoriale EuroStoxx Banks, in relazione al quale potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se l’indice non avrà più che dimezzato il suo valore al termine dei tre anni di durata dell’investimento, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale (1.000 euro); b) se l’indice settoriale chiuderà invece con una perdita superiore al 50%, il certificato replicherà integralmente tale performance negativa.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond, anche se il fatto che tali importi sono condizionati introduce un elemento di rischio non trascurabile, soprattutto se si considera che la discriminante è rappresentata dall’inflazione europea e che la Bce si sta adoperando proprio per contrastare la sua esplosione, andando di fatto contro la struttura di questo certificato. È quindi lecito attendersi che il rendimento potenziale sia destinato a ridursi e, considerando quanto è stato rapido l’aumento dei prezzi negli ultimi mesi, non è da escludere che si possa anche arrivare ad avere un calo dell’indice in futuro, quando il contesto internazionale dovesse normalizzarsi. Sul fronte del capitale, il rischio è invece di tipo azionario e il sottostante prescelto è anche storicamente molto volatile, ma su questo fronte la barriera collocata al 50% offre un margine di manovra abbastanza gestibile, soprattutto considerando la sua natura discreta. (riproduzione riservata)