Cedole garantite e protezione progressiva
Il capitale iniziale sarà garantito se nessun titolo avrà perso il 20% alla fine del primo anno o il 40% alla fine del secondo
Alberto Micheli
16/04/2022
Si chiuderà tra un paio di settimane la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect Autocallable certificates targati Unicredit bank, destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso il 29 aprile prossimo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota massima di costi iniziali pari al 3,878% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai tre titoli Finecobank, Generali e Poste italiane. Il certificato offrirà un rendimento cedolare di tipo incondizionato: i premi periodici saranno cioè corrisposti indipendentemente dal comportamento dei titoli coinvolti, ma non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale delle tre azioni, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno una delle tre.
Il certificato viene offerto con una scadenza di soli due anni (29 aprile 2024), alla quale si affiancherà un’unica finestra di possibile esercizio anticipato, che cadrà al termine del primo anno e che di fatto potrà dimezzare la durata dell’investimento. Nello specifico, il 28 aprile 2023, il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 1.000 euro, se nella relativa data di valutazione, che cadrà il 21 aprile, i tre sottostanti rispetteranno tutti la condizione di esercizio, cioè chiuderanno tutti a un livello almeno pari all’80% del rispettivo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alle chiusure del prossimo 28 aprile. Se nessuno dei tre titoli coinvolti finirà quindi per accumulare una perdita superiore al 20% nell’arco del prossimo anno, l’investimento si chiuderà dopo soli 12 mesi. Con frequenza annuale il certificato pagherà inoltre un importo addizionale incondizionato del valore unitario di 45 euro (4,5% lordo trimestrale), che sarà corrisposto indipendentemente dallo scenario di mercato, quindi anche in presenza di un forte ribasso di tutti i titoli coinvolti. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei titoli del paniere chiuderà al di sotto della cosiddetta “barriera capitale”, posta al 60% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, maggiorato dell’ultimo premio annuale da 45 euro; b) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà invece al di sotto della barriera capitale, avendo quindi maturato un ribasso finale superiore al 40% rispetto al suo valore iniziale, il certificato corrisponderà un importo commisurato alla performance del titolo che avrà archiviato la perdita maggiore. Anche in questo scenario sarà comunque corrisposto l’ultimo premio annuale da 45 euro. In sostanza, considerando la soglia limite per l’esercizio anticipato posta all’80% dello strike e la barriera posta al 60%, si può rilevare come il certificato “tolleri” un ribasso di 20 punti percentuali per ogni anno di quotazione: se questo limite non sarà superato, l’esito dell’investimento sarà positivo, mentre in caso contrario si dovrà incassare una perdita anche consistente, solo in parte mitigata dall’incasso dei due premi da 45 euro.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond e il fatto che tali importi siano tutti di tipo incondizionato rende l’analogia ancora più consistente. Gli elementi di rischio non sono però trascurabili: per quanto la scadenza sia ridotta e sia anche affiancata da un’opzione di esercizio anticipato, che potrà dimezzare la durata dell’investimento, l’adozione del criterio “Worst of” espone l’esito della strategia alla possibilità che anche un singolo scenario negativo possa compromettere l’eventuale andamento favorevole degli altri asset coinvolti. (riproduzione riservata)