Cedole semestrali con memoria da Unicredit
Lo strumento prospetta un premio lordo del 2,3% e vanta anche una doppia opzione di esercizio anticipato con soglia decrescente
Alberto Micheli
05/03/2022
Si è aperta lunedì scorso la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect Autocallable certificates targati Unicredit bank, destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà in distribuzione fino al 24 marzo, mentre il giorno 28 sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota massima di costi iniziali pari al 3,85% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai titoli Amazon.com, Poste Italiane e Visa. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare che dipenderà dall’andamento di questi tre sottostanti: i premi periodici saranno corrisposti solo al rispetto di una condizione prefissata, che sarà peraltro ammortizzata dalla presenza del cosiddetto effetto Memoria, in virtù del quale gli importi non pagati potranno essere sempre recuperati nelle date successive o eventualmente anche a scadenza: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei tre titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei tre.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (28 marzo 2025), che sarà accompagnata da due finestre di possibile esercizio anticipato, che cadranno il 21 marzo e il 23 settembre 2024: in una di queste due occasioni il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 1.000 euro, se i tre sottostanti rispetteranno tutti la condizione di esercizio, che nel caso specifico prevede una chiusura dei tre titoli non inferiore al 95% dello strike nella prima data di valutazione, al 90% dello strike nella seconda. Con frequenza semestrale, partendo già dal prossimo 28 settembre, il certificato potrà inoltre pagare un importo addizionale condizionato del valore unitario di 23 euro (2,3% lordo semestrale), che sarà corrisposto nelle occasioni in cui i tre sottostanti chiuderanno tutti a un livello almeno pari alla rispettiva barriera, posta al 55% dello strike. Come detto, gli importi eventualmente non corrisposti potranno essere inoltre recuperati alla prima occasione utile, potendo beneficiare del cosiddetto effetto Memoria. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei tre chiuderà al di sotto della cosiddetta “barriera capitale”, posta anch’essa al 55% del rispettivo strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, maggiorato dell’ultimo premio semestrale di competenza e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti. Sarà quindi sufficiente che la condizione di pagamento sia rispettata anche solo a scadenza per poter beneficiare dell’intero flusso cedolare; b) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà invece al di sotto della barriera capitale, avendo quindi maturato un ribasso superiore al 45% rispetto al suo valore iniziale, il certificato replicherà la performance finale del titolo che avrà archiviato la perdita maggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond e il fatto che tali importi siano condizionati è parzialmente compensato sia dall’effetto Memoria, che riduce il rischio di mancato incasso di una o più cedole, sia dalla presenza di una doppia opzione di esercizio anticipato, associata per di più a una soglia limite decrescente. Gli elementi di rischio non sono però trascurabili: per quanto la scadenza sia relativamente contenuta e i tre titoli appartengano a settori in qualche modo correlati tra loro, l’adozione del criterio “Worst of” espone l’investimento alla possibilità che anche un singolo scenario negativo possa compromettere l’eventuale andamento favorevole degli altri asset coinvolti: in quest’ottica il rendimento potenziale superiore al 4,6% annuo è abbastanza interessante considerando soprattutto la durata dell’investimento. (riproduzione riservata)