Premi garantiti e protezione condizionata
Il rimborso del capitale a scadenza sarà vincolato al rispetto di una barriera di tipo discreto posta al 55% dello strike
Alberto Micheli
10/02/2024
Lunedì 29 gennaio si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Bonus certificates targati Intesa SanPaolo e destinati alla quotazione su SeDeX: la fase di sottoscrizione si chiuderà il prossimo 26 febbraio, mentre lo strumento sarà poi emesso il giorno 29 a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2%, una di oneri legati alla gestione del rischio finanziario pari allo 0,763% e una di altri costi connessi alla strutturazione pari allo 0,05%: questi elementi andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura, che nell’occasione è rappresentato dall’indice Stoxx Europe 600 Basic Resources, un paniere rappresentativo delle più grandi società attive nel settore delle Materie Prime in Europa. A seconda di come si comporterà il benchmark nell’arco dei prossimi anni, il certificato potrà pagare un premio prefissato a scadenza. Il rischio associato al prodotto è drasticamente inferiore a quello di un eventuale investimento diretto nel sottostante, ma anche il potenziale di guadagno sarà naturalmente più contenuto.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (29 febbraio 2028), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque sempre all’investitore la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato, secondo necessità. La struttura è piuttosto intuitiva dal momento che prevede un rimborso a scadenza declinato secondo due scenari alternativi: a) se il sottostante non chiuderà al di sotto di un livello barriera fissato al 55% del valore iniziale dell’indice, il certificato sarà liquidato al 101,32% del suo prezzo di emissione, quindi a 1.013,2 euro, pagando di fatto un premio finale dell’1,32% lordo; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, avendo cioè pagato un ribasso superiore al 45%, il certificato pagherà un importo commisurato alla perdita maturata dall’indice, imponendo di fatto un risultato negativo. Da notare che il livello iniziale dello Stoxx Europe 600 Basic Resources sarà calcolato come media aritmetica delle cinque chiusure consecutive che saranno rilevate tra il 27 febbraio e il 4 marzo prossimi. Nel corso dei prossimi quattro anni, lo strumento corrisponderà inoltre una serie di cosiddetti “Importi Plus”, che saranno però del tutto svincolati dall’andamento del sottostante, cioè saranno pagati indipendentemente dallo scenario di mercato, quindi anche in presenza di un forte ribasso dell’indice: in particolare, partendo già dal prossimo 29 maggio, il prodotto pagherà una serie di importi trimestrali di ammontare unitario pari a 13,20 euro, sempre l’1,32% lordo. In totale saranno corrisposti 15 premi incondizionati, più quello di tipo condizionato che potrà essere pagato a scadenza nello scenario migliore, per un rendimento annuo potenziale del 5,28% lordo.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica di rischio intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: il rendimento potenziale è infatti associato al pagamento di una serie di cedole periodiche per lo più incondizionate, che rimandano proprio al mondo dei bond, mentre il rimborso del capitale a scadenza è esposto all’eventuale perdita che potrebbe maturate il sottostante, in linea quindi con la logica azionaria, ancorché in misura limitata e circoscritta a escursioni ribassiste che spingano l’indice al di sotto della barriera. Considerando la volatilità storicamente più contenuta degli indici rispetto ai titoli azionari, la barriera è abbastanza generosa e il fatto stesso che possa incidere solo sul rimborso finale e non sui pagamenti intermedi contribuisce a contenere il rischio complessivo della strategia, che comunque non sarà trascurabile. (riproduzione riservata)