VanEck punta su Etf etico globale
Interessante il nuovo listing che coniuga gli investimenti a responsabilità sociale con la strategia equal weight
Il trend dei prodotti a risvolto etico sappiamo essere tra gli elementi dominanti negli ultimi mesi ed anni, ma l’innovazione di prodotto tende ad interessare anche questa interessante tematica. Un emittente che nel nostro Paese può essere visto da un certo punto di vista come di nicchia è rappresentato da VanEck, che dopo un timido avvio in termini di listing sta entrando con maggior convinzione nel mercato italiano dei prodotti replicanti. Dopo l’acquisizione della società olandese Think ETF, avvenuta nel 2018, VanEck di recente ha raddoppiato – portandoli da nove a diciotto - il numero di Etf quotati su ETfplus, offrendo un buon mix tra sottostanti obbligazionari ed azionari. L’offerta a livello globale è però molto più consistente, grazie a oltre novanta Etf che includono anche una gamma smart beta. In questa occasione vediamo quindi le caratteristiche del prodotto Think Sustainable World, legato a sua volta all’indice Solactive Sustainable World Equity. L’Etf Think Sustainable World investe in estrema sintesi in un basket diversificato (250 nomi) di azioni dei Paesi industrializzati, che vengono identificate in collaborazione con un partner di ricerca esterno alla società, con lo scopo di aiutare a valutare il coinvolgimento delle società candidate in termini di criteri ESG. L’indice di Solactive espone l’investitore ad un paniere diversificato di azioni mondiali con una elevata diversificazione geografica e settoriale, ma con un elemento aggiuntivo rispetto ai classici filtri ESG. L’indice strizza infatti l’occhio al mondo smart beta, in quanto i titoli selezionati non vengono inseriti nel basket in base alla classica market cap, ma vengono invece equiponderati (strategia Equal Weight). Questa caratteristica è molto interessante, in quanto permette di evitare bolle che possono interessare singoli nomi, a vantaggio dei rendimenti potenziali sul lungo termine. Ad esempio tra i titoli a maggior rappresentatività per questo benchmark si segnalano Apple e Facebook, con un peso rispettivamente limitato allo 0,44% e 0,47%; gli stessi titoli valgono invece nell’indice MSCI World ESG il 2,4% e lo 0,91%, per salire nel MSCI World classico al 2,4% e 1,1%. In generale una strategia di tipo Equal Weight ribilancia i pesi dei titoli in portafoglio favorendo le capitalizzazioni minori a discapito delle società a capitalizzazione maggiore, e contribuendo ad una maggior diversificazione ma anche ad ottenere un beta rispetto al mercato mediamente più elevato. Diversi studi accademici suggeriscono che sul lungo termine le strategie Equal Weighted possono portare a rendimenti più elevati rispetto a scelte basate sulla pura market cap. Non si tratta però di una scelta difensiva, a differenza dell’altra componente da cui deriva il portafoglio, ovvero i filtri ESG, utilizzati per dominare certi tipi di rischi. Viene inoltre applicato un cap al 40% a livello di singola area geografica. La società di ricerca Vigeo Eiris effettuata gli screening ESG, basandosi principalmente sui dieci principi del UN Global Compact. In merito all’attuale fotografia di portafoglio si evidenzia un peso degli Usa al 37%, seguiti dal 17% di Giappone, 6,7% di UK, 5,5% di Francia e Germania ciascuna, etc. Ne consegue una buona dose di rischio di cambio, derivante per buona parte da dollaro Usa e Yen. I finanziari valgono il 39% dal basket, a cui si affianca il 14% dei farmaceutici e il 13% di IT, i beni di consumo in aggregato valgono invece il 18% circa. Interessante il P/e, oggi prossimo a 15, mentre si sottolinea che la caratteristica Equal Weighted non permette in ogni caso di inserire in portafoglio società mid caps, ma solo aziende globali con market cap importante, superiore a 5 miliardi di dollari. L’emittente ha scelto la distribuzione trimestrale dei proventi, ed attualmente il dividend yield dell’indice è prossimo al 2,2% annuo lordo. Sia gli Etf marchiati VanEck Vectors sia gli Etf Think sono infine prodotti a replica fisica che non effettuano operazioni di prestito titoli, eliminando del tutto il rischio controparte. Il TER è per questo prodotto limitato, pari allo 0,3% su base annua, a cui va teoricamente aggiunto come onere lo spread denaro–lettera, che in questo momento è pari allo 0,2% su controvalori di circa 100 mila euro. (riproduzione riservata)