Etf su terre rare e metalli strategici
VanEck quota in Italia un prodotto che mira alle risorse di base necessarie allo sviluppo tecnologico, ma la volatilità è estrema
La lista degli Etf tematici disponibili sull’ETFplus si è da poco arricchita grazie ad un replicante di VanEck, che mira ad un sottostante molto particolare e volatile. Si tratta delle terre rare e dei metalli strategici, in estrema sintesi riconducibile ai materiali di base ma con delle peculiarità rispetto ai classici Etf settoriali con focus sulle risorse naturali. In questo caso, infatti, l’indice mira alle società minerarie che svolgono un ruolo chiave per il futuro dell'innovazione tecnologica e ambientale. L'Etf VanEck Vectors Rare Earths and Strategic Metals investe a livello globale in società selezionate che generano buona parte del proprio fatturato nel settore delle terre rare e dei metalli strategici. E’ quindi importante capire cosa sono le terre rare e a cosa servono. Si tratta di un sottogruppo dei metalli strategici, difficili da estrarre rispetto ad altri metalli e materiali industriali il che le rende costose. Per tale ragione, questo ambito coinvolge spesso società molto specializzate spesso sconosciute e inaccessibili alla maggior parte degli investitori. Attualmente sono considerati terre rare o metalli strategici circa 44 elementi della tavola periodica, tra i quali compaiono cobalto, manganese, tungsteno, litio, neodimio e titanio, utilizzati nei veicoli elettrici, nelle turbine eoliche, nei satelliti, microchip e televisori. Le moderne tecnologie non sarebbero possibili senza questi minerali. L’indice sottostante all’Etf è il MVIS Global Rare Earth/Strategic Metals, che ingloba comprende società che ottengono almeno il 50% (25% per le attuali componenti) dei ricavi da terre rare/metalli strategici o da progetti estrattivi che, quando sviluppati, potrebbero generare almeno il 50% dei ricavi da terre rare/metalli strategici. L’elenco dei metalli/minerali a cui l’indice guarda è molto ricco, si citano a titolo di esempio berillio, cadmio, cobalto, litio, magnesio, manganese, molibdeno, titanio, tungsteno. Elementi preziosi a livello industriale e tecnologico, in quanto interessano magneti, batterie ricaricabili e motori elettrici, catalizzatori per auto, applicazioni per l’energia pulita, aerospazio e difesa, tecnologie mediche avanzate, schermi Lcd e fibra ottica, etc. In particolare, il Litio ad esempio viene utilizzato per le batterie dei veicoli elettrici e ibridi, il Gallio per i semiconduttori, il Titanio per le protesi mediche e impianti dentali nonché telefoni cellulari e motori a reazione aerospaziali. E in questo contesto va collocata anche la proposta di Trump, nell’agosto 2019, di comprare la Groenlandia (ricca di risorse naturali) dalla Danimarca. Tornando all’indice si segnala una grande concentrazione, in quanto in portafoglio ci sono oggi solamente 21 azioni. I titoli dell'universo investibile sono classificati in ordine decrescente in funzione della capitalizzazione di mercato e il peso massimo di ogni singolo titolo è pari all'8%. L’indice può includere anche azioni A-shares fornite da compagnie quotate a Shanghai, attraverso Shanghai-Hong Kong Stock Connect, l’esposizione geografica è a sua volta peculiare: la Cina vale il 35% dell’indice, seguita da Australia (30%), Stati Uniti (15%), Canada (11%), etc. I singoli nomi più rappresedntativi sono oggi Zhejiang Huayou Cobalt (7,5%), China Northern Rare Earth (6,4%), Ganfeng Lithium (6,3%), Liontown Resources (6%), e le prime 10 aziende valgono il 60% del paniere. L’altissima volatilità del sottostante è giustificata dal tema di nicchia e da alcuni fattori di rischio. Come l’esposizione a poche aziende che operano nel solo settore delle risorse di base, nonché la presenza di aziende dei mercati emergenti e spesso a piccola-media capitalizzazione. Inoltre, c’è da considerare il rischio di cambio, in base ai pesi dei vari Paesi prima indicati. Si tratta quindi di un Etf adatto a quote marginali di portafoglio, per gli investitori con orizzonte di lungo periodi disposti ad accettare una elevata volatilità: il beta rispetto al Msci World è di 1,2, e le escursioni di prezzo dell’indice importanti. Nell’ultimo anno +170% circa, ma da inizio 2018 a metà estate del 2019 la discesa è stata superiore al 50%. VanEck ha scelto di quotare l’Etf ad accumulo dei proventi ad un Ter dello 0,59% annuo. (riproduzione riservata)