Nuovi Etf multi-asset firmati VanEck
Il provider quota una gamma di Etf multi-asset, che permette di evitare la difficile scelta dei singoli mattoncini da usare
L’offerta di prodotti indicizzati di tipo multi-asset si è arricchita in Italia di recente. Se fino ad oggi gli Etf di questo tipo erano proposti solo da Vanguard e X-trackers, ora anche VanEck ha pensato di creare strumenti in grado di mixare differenti asset class. Il vantaggio per gli investitori è evidente: anziché doversi scervellare per capire come comporre l’asset allocation, è sufficiente sapere quale è la propria propensione al rischio. Le scelte di portafoglio per l’investitore fai-da-te partono infatti dal capire quanti bond e quante azioni ha senso tenere, nelle differenti fasi di mercato, ma oltre a questo filtro a monte è necessario poi calarsi nelle centinaia di Etf a disposizione, e decidere quali mattoncini utilizzare. La ratio ultime degli Etf multi-asset è quindi facilitare questo passaggio, ed offrire all’investitore finale un servizio chiavi-in-mano con n unico click. In termini di numero di proposte, la gamma multi-asset di VanEck si colloca nel mezzo rispetto a quanto offerto dalle altre due case di investimento. L’investitore più attento al rischio ha a disposizione il VanEck Multi-Asset Conservative Allocation, quello che osa di più il VanEck Multi-Asset Balanced Allocation, chi ama il rischio e cerca alte performance e il VanEck Multi-Asset Growth Allocation. Le asset class inserite nei vari Etf sono 4 ovvero azioni globali, bond governativi in euro, bond corporate globali e immobiliare quotato. Nel dettaglio, l’Etf VanEck Multi-Asset Conservative ha come indice di riferimento il Multi-Asset Conservative Allocation Index di IHS Markit dove il 70% è destinato tra titoli di Stato e obbligazioni corporate, il 25% all’azionario globale e il 5% al mercato azionario immobiliare. All’estremo opposto il il VanEck Multi-Asset Growth Allocation, il cui indice mira al 60% di azioni globali, 10% di immobiliare quotato e 30% di titoli di Stato e bond corporate. In questa sede si approfondisce la soluzione intermedia in termini di rischio, rappresentata dall’Etf VanEck Multi-Asset Balanced Allocation; che offre con un posizionamento bilanciato e ha come indice il Multi-Asset Balanced Allocation Index di IHS Markit. Dove il 50% dell’indice è equamente distribuito tra titoli di Stato e obbligazioni corporate, il 40% trova esposizione sui listini azionari globali e il restante 10% investe in titoli immobiliari. Il portafoglio è ben diversificato ed investe in oltre 400 titoli di Paesi sviluppati. Attualmente l’indice sottostante l’Etf è composto al 43% circa dal benchmark Solactive Global Equity Total Return, al 24% circa dall’indice Iboxx Euro Liquid Corporate Total Return, al 23% circa dall’indice iBoxx Euro Sovereign 1-10 Total Return e al 10% dal GPR Global 100 (che copre il 70-80% dell’immobiliare quotato mondiale). I multipli per la parte investita in azioni sono interessanti, grazie al Price/Earnings Ratio atteso di 14,4 e Price/Book Ratio di 1,88.
La replica fisica ottimizzata dell’indice (che viene ribilanciato su base annuale) si tramuta in un portafoglio dell’Etf di 265 posizioni, dove i singoli pesi maggiori sono rappresentati da bond francesi (1,8%) e bond spagnoli ed italiani (entrambi al 1,6%). In termini di Paesi gli Stati Uniti valgono il 30%, seguiti dalla Germania al 13%, Francia al 9% circa, Giappone al 8% circa, Paesi Bassi al 6% circa, etc. Mentre guardando ai settori azionari dominano i finanziari con il 13% circa, seguiti dal 4,4% dei farmaceutici, 2,5% di retail, 2,4% di telecoms, 1,7% di alimentari, etc. Guardando alla statistica, l’indice evidenzia una correlazione di 0,9 rispetto al Msci World in euro, ma giustamente un beta prossimo a 0,50, per via dell’esposizione profilata alle azioni mondiali. Anche le performance restituite negli anni confermano il bilanciamento della strategia: negli ultimi dodici mesi (dati aggiornati al 21 settembre 2022) il benchmark dell’Etf ha incassato una flessione del 12% circa, mentre nell’anno 2021 il guadagno è stato del 14,3%, circa la metà di quanto ha restituito l’indice mondiale in euro. Negli ultimi 10 anni, l’indice bilanciato ha generato un guadagno medio annuo del 5,2% in euro. L’Etf è a replica fisica con un Ter dello 0,3% e la società ha scelto di listare la versione a distribuzione trimestrale dei proventi. (riproduzione riservata)