Lyxor quota Etf long-short evoluto
Il nuovo prodotto di Lyxor affiancauna struttura market-neutral all’utilizzo della leva, al fine di amplificare i ritorni attesi.
In un contesto caratterizzato da scarsi rendimenti attesi per le strategie long-only (acquisto qualcosa e spero che salga di prezzo) l’industria Etf tenta di colmare questo vuoto attraverso prodotti innovativi che si appoggiano alla moderna teoria di portafoglio. Da qui la continua proliferazione di strumenti di tipo smart beta, che offrono una profilatura non uniforme rispetto ai rischi di mercato. Il recente listing di Lyxor di un nuovo strumento multi-fattoriale di tipo long-short market neutral si colloca in questo contesto, ma introduce elementi di novità rispetto a strumenti simili già disponibili sull’ETFplus. Il nome dell’indice replicato dall’Etf di Lyxor è complesso, Scientific Beta Multi Strategy Managed Volatility long-short market neutral 3.5X, ma la strategia sottostante non eccessivamente complicata. L’indice viene calcolato da ERI Scientific Beta che fa parte dell’Edhec Risk Institute, e il processo di costruzione del portafoglio avviene in due fasi. Dapprima vengono identificate le azioni, in seguito i pesi da attribuirgli, ma con criteri differenti. L’approccio si appoggia ad una doppia diversificazione tra i differenti fattori utilizzati (Multi-Beta allocation) e i rischi ad essi associati (Diversified Multi-Strategy weighting scheme). L’obiettivo ultimo di questa prassi è ottenere un benchmark in grado di sovraperformare nel lungo termine i classici indici a capitalizzazione, ma al tempo stesso ottimizzare il contributo di rischio offerto. Nel primo step vengono quindi identificati i titoli che compongono l'indice sulla base di sei fattori ritenuti predominanti per le dinamiche di portafoglio: low volatility, value, momentum, size, high profitability e low investment. La low volatility tende a filtrare le azioni in base alla loro rischiosità, premiando le più stabili anche se meno performanti, mentre la strategia value identifica le azioni a sconto dal punto di vista fondamentale. Momentum vuole invece identificare i titoli con forte trend positivo nei prezzi, mentre size si concentra sulla capitalizzazione. L’universo di riferimento dell’indice sottostante è oggi composto da un mix molto diversificato di azioni di Paesi principalmente sviluppati, potendo contare su poco meno di 1500 titoli. I pesi dei componenti vengono infine determinati sulla base di strategie definibili a loro volta smart beta: maximum deconcentration, maximum decorrelation, maximum sharpe ratio e diversified risk weighted. Si punta ad ottenere un portafoglio il più possibile esteso, dove le azioni abbiamo lo stesso contributo di rischio e l’indicatore di Sharpe più robusto di portafoglio. A questo punto si è ottenuta la gamba lunga del portafoglio, che viene sistematicamente affiancata da una posizione short sull’indice proprietario SciBeta World Developed Cap-weighted, ottenendo appunto un nuovo indice di tipo long-short. Ma la struttura non finisce qui, nel senso che a questo differenziale (il delta tra la performance del portafoglio long al netto di quanto fa l’indice di riferimento) viene applicata una leva pari a 3,5 volte, in termini di gross exposition. Questo accorgimento permette di mantenere l’esposizione alla direzione di mercato vicino allo zero (beta hedging) ma amplificare i rendimenti della strategia long-short. Le correlazioni storiche tra i singoli fattori sono storicamente molto contenute, e a volte persino negative, il che aiuta a rendere stabile il basket finale. Il risultato finale porta ad un prodotto con un target di volatilità annuo dell’8%, con un beta di mercato vicino allo zero. La volatilità dell’indice sottostante (leva 1) è infatti prossima al 2,2%, ma attraverso l’uso della leva finanziaria si eleva sul valore desiderato. Guardando all’attuale componente lunga in portafoglio si segnala che il 56% della azioni è Usa, da cui una elevata esposizione al dollaro, seguito dal 10% circa di Giappone, 6,5% di Regno Unito, 4% di Francia, etc. Importante il contributo dei titoli finanziari, industriali, beni ciclici e informatica. Il TER si colloca allo 0,55% annuo, non contenuto, ma la complessità della strategia sottostante lo giustifica. In sostanza si può immaginare questo Etf come un fondo hedge decorrelato dal mercato, ma il beta prossimo a zero non significa assenza di rischio. La struttura è inoltre di tipo sintetico. (riproduzione riservata)