Lyxor mira alle banche Usa
Il nuovo Etf Lyxor S&P Banks punta a dun indici composto solo dai temi bancari, senza tenere conto dei titoli assicurativi.
La forza del mercato azionario nordamericano continua ad essere evidente, e i temi finanziari sono una buona alternativa per cavalcare la robustezza di questa forma di investimento. Solitamente l’approccio in ambito statunitense verso il settore bancario Usa avviene attraverso benchmark molto diversificati, che inglobano anche settori non direttamente associabili ai temi bancari. Ad esempio l’indice S&P US Financials Select Sector, utilizzato da diversi provider di Etf, comprende tanto il segmento dei servizi finanziari, tutti i temi bancari (sia classici e sia di tipo merchant o investment banking) e l’intero comparto assicurativo. In tale benchmark le banche commerciali pesano per oltre il 40% del paniere, seguite da un contributo prossimo al 35% delle banche d’affari e servizi finanziari e da un 20% scarso di titoli assicurativi. Il nuovo prodotto Lyxor S&P 500 Banks punta invece ad un benchmark più mirato sui temi bancari Usa, ed è stato pensato per gli investitori intenzionati che puntano ad esporsi in modo ciclico sul mercato azionario USA, escludendo settori non direttamene pertinenti a tale scelta mirata. Tra gli elementi macroeconomici a favore di una scelta così decisa (ovvero la preferenza verso i bancari anziché a favore di jun indice diversificato) spiccano ad esempio i temi della riforma fiscale, la deregolamentazione del settore, il rialzo dei tassi di interesse da parte della FED, a cui i settori bancario e finanziario sono particolarmente sensibili. La tendenza alla deregulation del settore finanziario voluta da Donald Trump continua ad alimentare aspettative positive sui bancari, affiancate dal processo di rialzo dei tassi d’interesse avallato dalla Fed; sono infatti lontani i tempi in cui si guardava principalmente ai rischi di sistema, introducendo normative stringenti sull’operatività degli istituti. Le banche statunitensi si trovano peraltro ad avere notevoli scorte di capitale anche rispetto ai requisiti normativi. In generale il tema bancario risulta tipicamente adatto ad una strategia aggressiva, in quanto statisticamente si rilevano valori elevati di correlazione e beta dei tito0li appartenenti a tale settore, rispetto al mercato in generale. La scelta non è quindi di natura difensiva, ma adatta a coloro che sono disposti ad allontanarsi dai rendimenti globali del mercato e optare per soluzioni più mirate e concentrate. L’indice sottostante a questo nuovo Etf proposto da Lyxor è il S&P500 Capped 35/20 Banks and Diversified Financials, che offre appunto una esposizione al settore bancario e finanziario statunitense, seguendo la classificazione GICS assegnata alle società componenti l’indice di riferimento, l’S&P500. L’indice settoriale così ottenuto tiene in considerazione cinque sotto-settori, ma senza la presenza di titoli assicurativi: Regional Banks, Diversified Banks, Asset Management & Custody Banks, Consumer Finance, Investment Banking & Brokerage. I titoli dell'indice appartengono quindi a questi settori e vengono pesati in base alla capitalizzazione di mercato, con alcuni vincoli finalizzati ad evitare una eccessiva sovraesposizione su single name. Osservando la segmentazione settoriale dell’indice, il sotto-settore Diversified Banks vale il 54%, seguito dal 14,6% del Regional Banks e dal 12% di Asset Management & Custody. Guardando invece i singoli componenti, spicca JPMorgan Chase al 17,3% di peso, seguita da Bank of America (12,9%), Wells Fargo (11,7%), Citigroup (8,3%), US Bancorp (3,8%), etc. I primi quattro titoli valgono quindi il 50% dell’indice, e il bias è nettamente a favore delle classiche banche commerciali. In merito alle caratteristiche odierne del portafoglio, composto da 36 azioni, si evidenzia un multiplo P/E molto allettante, pari a 14,41, e un dividend yield pagato nel 2017 del 2,01%. Il sottostante è totalmente esposto al cambio euro-dollaro, e c’è da mettere in conto una dose aggiuntiva di rischio derivante da un eventuale indebolimento del biglietto verde. Al tempo stesso il posizionamento sul dollaro Usa potrebbe venire utile in caso di problematiche inerenti l’area euro in grado di minare la fiducia sulla divisa comunitaria, offrendo una sorta di hedging che andrebbe a mitigare la volatilità dell’indice bancario in valuta locale, per un investitore che ragione in euro. (riproduzione riservata)