Il fattore size mantiene un alto appeal
iShares offre un Etf equiponderato sulle mid caps europee, con alti rendimenti attesi e rischi non marginali.
L’appeal verso il fattore size, o più semplicemente verso i titoli a piccola e media capitalizzazione, continua ad essere particolarmente elevato. E a portare soddisfazioni anche per chi utilizza lo strumento Etf, sufficientemente declinato come offerta anche verso questa strategia. Il premio al rischio dei titoli a minor capitalizzazione, rispetto alle blue chips, su lungo termine secondo alcuni studi è prossimo al 6% lordo annuo, tenendo presente l’universo di investimento MSCI ACWI. Buona parte di questo vantaggio (non risk free, poiché accompagnato da maggiore volatilità) deriva principalmente dalla allocazione settoriale che caratterizza i benchmark che comprendono small e medium caps. Tra i fattori premianti della strategia size, che portano all’extra-rendimento sul lungo termine, spiccano la diversificazione sui numerosi settori presi in considerazione, la scarsa presenza dello Stato (a differenza delle blue chips) nelle aziende di tale universo, i tassi di crescita degli utili tipicamente superiori, gli ambienti di nicchia che talvolta hanno a che fare con le società minori.
Le caratteristiche del prodotto. In questa occasione approfondiamo l’Etf iShares Edge MSCI Europe Size Factor, che replica l'andamento di un indice composto da società a bassa capitalizzazione incluse nell'universo d'investimento dell'MSCI Europe. Questo fondo indice offre quindi all’investitore italiano una esposizione regionale con un forte orientamento alle società di piccole e medie dimensioni europee. Vediamo quali sono le principali caratteristiche dell’indice sottostante all’Etf proposto da iShares. Trattasi innanzitutto di classe ad accumulazione, che non prevede lo stacco di flussi periodali derivanti dai dividendi delle azioni in portafoglio, reinvestiti dal gestore all’interno dello stesso fondo. Il TER è molto contenuto, pari allo 0,25% annuo, e l’indice benchmark è il MSCI Europe Mid-Cap Equal Weighted Index. A fine 2016 il rendimento da prestito titoli è trascurabile, e il valore medio del prestito titoli durante lo scorso anno è risultato pari allo 0,88% del patrimonio del fondo. Questo è coerente con il benchmark, in quanto è difficile che la prassi del prestito titoli interessi le società a minor capitalizzazione, a differenza delle blue chips più facilmente gettonate per questa forma di remunerazione (e di rischio) aggiuntiva. Considerando che ci si espone al rischio aggiuntivo delle società a minor capitalizzazione, un fattore preponderante è la diversificazione del sottostante. In questo caso il benchmark è sufficientemente ampio, in quanto l’indice incluse 243 azioni del contesto paneuropeo, includendo quindi oltre all’area euro anche UK, Svizzera e i mercati nordici. La caratteristica Equal Weight comporta un peso molto piccolo (circa 0,45%) per tutti i componenti, evitando il rischio di bolle su singoli sottostanti. Il breakdown geografico è importante per capire a quali rischi Paese e valutario ci si sta esponendo acquistando questo indice. L’area euro conta per meno del 50%, mentre il solo Regno Unito pesa per il 30% del paniere. La Svizzera conta per l’8% circa, mentre l’area nordica (Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia) per il 17% circa. Il rischio di cambio è quindi importante, molto concentrato sulla sterlina inglese. Il multiplo P/e dell’indice è attualmente pari a 17,5, mentre il book value è di poco superiore a due. La replica dell’indice è di tipo fisico, caratteristica che da sempre accompagna iShares, con metodologia di ottimizzazione. Molto interessante infine l’allocazione settoriale, molto lontana dai classici benchmark di riferimento dell’area euro particolarmente accentrati sui finanziari. Per l’Etf in oggetto infatti il comparto che la fa da padrone sono gli industriali, che pesano per ben il 23% circa. Seguono i consumi discrezionali (18%), finanziari (16%), risorse di base (12%), mentre l’energia conta solo per poco meno del 3%. In merito al trend dell’indice sottostante la svolta elettorale francese ha offerto un ulteriore slancio al mercato, galvanizzando anche le società a piccola e media capitalizzazione. Anche osservando la scheda KIID, giustamente il profilo rendimento-rischio che si evidenza è molto sostenuto, collocandosi al livello sei su un massimo di sette. Etf adatto quindi a chi non teme la volatilità e punta ad alti rendimenti sul medio periodo. (riproduzione riservata)