Il tema acqua è ancora valido
Tra i prodotti tematici che hanno dato maggiori soddisfazioni spicca l’acqua, e iShares propone un indice abbastanza diversificato
Tra i temi più robusti si segnala tuttora l’acqua, nonostante le performance elevate già espresse, da considerarsi come un mega-trend di lungo termine. Il prodotto iShares Global Water permettere di cogliere questa tematica in modo sufficientemente diversificato.
Il contesto di mercato. Tra gli elementi che da diversi anni attirano i flussi degli investitori verso questo interessante sottostante primeggiano i cambiamenti climatici, la crescita della popolazione mondiale, la domanda incessante di acqua e le correlate aspettative di sviluppo delle tecniche di trasformazione di tale risorsa naturale. Un altro punto di forza di questo tema di investimento è l’esposizione sia a settori difensivi, come le utilities, sia a settori ciclici e ad alta crescita, come gli industriali. I mercati sviluppati hanno una maggiore esigenza di modernizzare o sostituire le infrastrutture utilizzate, mentre i mercati emergenti sono spinta dall’esigenza di adottare nuove infrastrutture per il settore idrico. Lo squilibrio fra domanda e offerta di acqua potabile, che a tendere diverrà ancor più sentito, è legato all’incremento demografico, all’urbanizzazione, e ai cambiamenti climatici, tutti fattori che richiedono notevoli investimenti in tecnologie legate al trattamento dell’acqua. Di fatto, l’acqua potabile è da considerarsi come una risorsa rara, e a tendere lo diverrà sempre di più. L’UNESCO evidenzia che solo lo 0,25% dell’acqua del pianeta può essere utilizzata, mentre il resto è salata o racchiusa in luoghi inaccessibili. Se è vero che l’acqua ricopre il 70% del nostro pianeta, purtroppo solamente una piccola frazione di essa è direttamente utilizzabile dall’uomo. La Terra può fornire oggi risorse idriche sufficienti a soddisfare il fabbisogno idrico di sole 500 milioni di persone in base al consumo medio dei Paesi sviluppati, ma che entro il 2025 quasi il 50% della popolazione mondiale potrebbe soffrire di forme di carenza idrica. Già oggi oltre un miliardo di persone vivono in zone con criticità idrica, cifra che può salire a 3,5 miliardi di abitanti entro un decennio. Secondo una stima delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale crescerà fino a circa 9 miliardi entro il 2050, di cui oltre 6 miliardi concentrati nelle aree urbane soprattutto nei Paesi emergenti. Passando alle dinamiche di mercato degli ultimi anni, nella parte finale del 2016 il comparto dell’acqua ha incassato una sottoperformance del 5% circa rispetto all’indice Msci World, in forte allungo grazie all’effetto Trump. Ma già nel successivo semestre tale gap di rendimento è stato presto annullato, grazie al recupero del settore utilities in particolare. E anche il sell-off di gennaio 2018 è già stato per buona parte recuperato. Al di là dei movimenti di breve termine, l’acqua è da considerarsi quindi come un mega-trend, da lasciar maturare in portafoglio senza preoccuparsi più di tanto delle fasi di mercato.
Le caratteristiche del prodotto. In termini di Etf, approfondiamo in questo caso il prodotto iShares Global Water, legato all’indice S&P Global Water 50. Come desumibile dal nome del benchmark scelto da iShares, l’esposizione è ad un sottostante mondiale composto da 50 azioni, con una buona diversificazione geografica e settoriale nonostante il numero non elevato di azioni nell’indice. La replica del prodotto è fisica completa, ed è presente il rischio di cambio. Nel dettaglio, il 46% circa dei titoli appartengono al mercato Usa, da cui ne deriva una quota importante di rischio di cambio euro-dollaro, seguito dal 13% del Regno Unito, dal 8,6% della Francia, 5% della Cina, etc. In termini di allocazione settoriale, le utilities valgono il 47% del paniere, seguiti dal 39% degli industriali, 5% di health care e quote residuali di IT, risorse di base e consumi. Le principali esposizioni riguardano i titoli American Waters (9%), Xylem (6,2%), Danaher (5%) mentre l’Italia è rappresentata da Acea e Hera, che sommate valgono il 2% dell’indice. La notevole performance storica fa si che in termini di multipli e dividend yield gli attuali valori non siano troppo appetibili. Il P/e è vicino a 22,3, mentre il rendimento da dividendo (staccato semestralmente) è dell’1,53%. Nonostante l’indice non sia eccessivamente diversificato come numero di azioni, lo spread medio denaro-lettera è contenuto. (riproduzione riservata)