iShares estende la gamma ESG di Etf
Il nuovo prodotto mira ad un paniere molto diversificato di bond corporate in euro, dove la sostenibilità è la chiave di volta
iShares estende con decisione su ETFplus l’offerta di prodotti passivi di tipo SRI, attraverso un consistente listing di numerosi sottostanti che tengono in considerazione criteri di sostenibilità nella scelta dei costituenti. I filtri ESG applicati stanno diventando sempre più parte integrante nelle decisioni di asset allocation, e ne è una conferma la quota sempre crescente di investitori, istituzionali in primis, che utilizzano criteri di selezione basati sui criteri social responsible anche per la definizione della parte core dei portafogli. Alcuni vantaggi fiscali, il momentum del tema fortemente a favore e l’assenza di penalizzazioni in termini di rendimenti rispetto a scelte non SRI costituiscono i punti di forza a cui tale scelta si appoggia e trova sempre maggior giustificazione. L’impatto potenziale che deriva dall’uso dei fattori ESG può così interessare anche la performance finanziaria di una società, e riflettersi in rendimenti più elevati e stabili nel tempo. E se lo stile di investimento SRI si è inizialmente sviluppato nel contesto azionario, anche l’ambiente fixed income sta iniziando ad abbracciare con più convinzione l’utilizzo dei filtri etici nella costruzione degli indici da proporre agli investitori passivi. In questo scenario si colloca la recente quotazione in Italia anche del prodotto iShares Euro Corporate Bond SRI, che guarda ad un paniere eccezionalmente diversificato di emissioni societarie in euro selezionate attraverso criteri di sostenibilità. L’indice traccato da questo Etf è il Bloomberg Barclays MSCI Euro Corporate Sustainable SRI Unhedged, che misura la performance di un paniere di bond corporate in euro esclusivamente a tasso fisso appartenenti all’indice originario di Bloomberg Barclays ma a cui vengono applicati filtri ESG. In termini di liquidità i singoli bond devono evidenziare importi in circolazione di almeno 300 milioni di euro, e i filtri ESG utilizzati sono i classici. Sono escluse le società attive nei settori del tabacco, delle armi, degli alcolici, del gioco d’azzardo; ma anche coinvolte in business finalizzati all’intrattenimento per adulti, OGM, energia nucleare. L’index provider (MSCI) assegna inoltre alle società un rating denominato intangibile value assessment, finalizzato a identificare le compagnie meglio posizionate per sfruttare le potenzialità derivanti dai criteri ESG, mentre vengono escluse le aziende coinvolte in importanti controversie con impatti ESG. L’indice è poi ponderato in base all’importo dell’emissione obbligazionaria. Il ribilanciamento è molto frequente, scadenziato su base mensile e la replica dell’indice da parte dell’Etf è fisica a campionamento. L’estrazione di un paniere più ridotto rispetto all’indice originario è dovuta all’enorme diversificazione del sottostante, che ingloba oggi oltre 1300 obbligazioni. La maggior solidità degli emittenti in pancia comporta una leggera penalizzazione in termini di yield, rispetto all’indice originario. Se per questo sottostante SRI si evidenzia un rendimento a scadenza dei bond pari allo 0,55% annuo – con duration di circa 5 anni- per l’indice Bloomberg Barclays Euro Corporate Bond classico si fotografa un valore di poco più elevato, con duration in linea. Il prodotto SRI può però vantare un TER leggermente più basso, 0,15% annuo. Il portafoglio evidenzia in termini geografica la supremazia di Francia e Germania, che assieme valgono il oltre il 40% dell’indice, seguite da Stati Uniti (emissioni in euro) al 12%, UK sempre i euro al 10% scarso, Paesi Bassi all’8%, etc. Mentre l’Italia vale solo il 4%, e i nostri rappresentanti sono principalmente gli emittenti Generali, Eni, Intesa San Paolo, Iren, Italgas, Snam, Terna e Unicredit. Il settore preponderante all’interno dell’indice corporate SRI è il bancario, che vale oltre un terzo dell’indice, seguito dai beni di consumo, telecoms, assicurazioni e quote minori di altri comparti, dove la tecnologia conta solo il 3%. La qualità del credito è elevata, mediamente A-, in quanto è presente una quota significativa anche di rating AA oltre singola A, a fianco dei bond che esprimono la BBB. Sottostante adatto a comporre una parte di portafoglio solida, anche se a basso rendimento atteso. (riproduzione riservata)