Un certificato a due facce per Deutsche Bank
Lo strumento potrà essere esercitato anticipatamente con un premio fisso o rimborsato a scadenza con un payoff in stile Twin Win
A inizio mese Deutsche Bank ha avviato il collocamento di una nuova serie di Twin Win Express certificates: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 29 luglio, mentre il giorno 31 sarà emesso a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di distribuzione non superiore al 4%: questa componente di costo inciderà sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale investito, condizionata però al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è l’indice domestico Ftse Mib. A seconda di come si muoverà il mercato italiano, il certificato potrà offrire alcune opportunità di guadagno oppure esporre l’investitore a dei rischi di perdita. Nel caso specifico, tali rischi saranno complessivamente inferiori rispetto a quelli legati a un eventuale investimento diretto sul listino domestico, per effetto proprio dell’opzione di protezione condizionata del capitale.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (30 luglio 2024), ma vanta anche un’opzione “autocallable”, che esprime la possibilità di un rimborso anticipato al verificarsi di una precisa condizione di mercato: ogni anno, a fine luglio, sarà rilevato il valore dell’indice Ftse Mib e se in una di queste occasioni tale quotazione sarà pari o superiore al cosiddetto “strike”, cioè del prezzo iniziale che lo stesso indice farà segnare alla chiusura del prossimo 30 luglio, l’investimento sarà liquidato anticipatamente, con un premio annuale lordo del 5,87%: in caso di rimborso dopo il primo anno, il certificato sarà cioè liquidato a 105,87 euro, in caso di rimborso dopo il secondo, sarà rimborsato a 111,74 e così via fino all’ultima data di osservazione (31 luglio 2023), nella quale il certificato potrà essere liquidato a 123,48 euro. Se il Ftse Mib non rispetterà mai tale condizione di esercizio in alcuna data di osservazione, il certificato sarà infine liquidato regolarmente alla sua scadenza naturale, secondo tre possibili scenari: a) se l’indice domestico chiuderà in guadagno rispetto al suo valore iniziale, il certificato replicherà integralmente tale performance positiva, con un limite di rimborso massimo (Cap) posto a 130 euro. Se il rialzo sarà quindi superiore al 30%, il certificato non corrisponderà la parte eccedente; b) se il Ftse Mib chiuderà invece in territorio negativo, il certificato pagherà comunque un rendimento positivo, a patto che il ribasso non sia superiore al 30%. Il guadagno del certificato sarà proporzionale alla perdita maturata dal sottostante, che sarà convertita in positivo; c) se l’indice di piazza Affari chiuderà infine con una perdita superiore al 30%, il certificato replicherà integralmente tale performance negativa, riportando quindi una perdita di pari entità.
Rischio/rendimento. Questo certificato offre due diverse opportunità di guadagno, una legata a uno scenario non negativo del sottostante, quantificabile in un rendimento annuo lordo del 5,87%, l’altra proporzionale alla performance finale dello stesso sottostante, in caso di rimborso a scadenza. Nel primo caso la logica è simile a quella di un investimento obbligazionario, mentre nel secondo a uno azionario, con il vantaggio non trascurabile di offrire un rendimento positivo anche in presenza di un ribasso (non eccessivo) del listino domestico. A questo proposito non si può però trascurare la presenza di un Cap al 30%, che di fatto limiterà il rendimento medio annuo al 6% lordo in caso di rimborso a scadenza. Di fatto, le due alternative di rimborso garantiranno un rendimento potenziale molto simile. Da non trascurare infine l’esposizione al rischio di credito dell’emittente, che per tutti i certificati d’investimento è analoga a quella di un’obbligazione senior non subordinata. Il rating di Deutsche Bank è stato recentemente confermato da Moody’s, con outlook però negativo, mentre lo scorso 7 giugno Fitch ha addirittura declassato il gruppo tedesco. (riproduzione riservata)