Al rialzo sul tema Esg con una doppia difesa
Lo strumento prevede una partecipazione lineare al rialzo e una protezione condizionata che può diventare garantita
Alberto Micheli
04/12/2021
Dallo scorso 15 novembre è disponibile in collocamento una nuova serie di Conditional Capital Protected certificates targati Deutsche Bank, destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 26 gennaio, mentre il giorno 31 sarà emesso a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento che non potrà superare il 5%, un costo di entrata ex ante fissato all’8,80% e uno di uscita ex ante pari al 3,80%: queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi decisamente inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale investito vincolata a un limite massimo di perdita da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice Msci World ESG Leaders Select Top 100 3% Decrement (EUR), un paniere equiponderato composto da 100 titoli di grande e media capitalizzazione, che rispettano una serie di criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG), selezionati su 23 mercati sviluppati. A seconda di come si muoverà il basket nei prossimi anni, il certificato potrà offrire una partecipazione lineare dell’eventuale rialzo del mercato di riferimento, limitando i rischi di perdita in funzione di una barriera discreta entro la quale il capitale risulterà comunque garantito. Da notare che la logica del sottostante contempla però lo stacco convenzionale di un dividendo annuo pari al 3%, il cui valore assoluto non sarà incorporato nel payoff dello strumento.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (29 gennaio 2027), senza alcuna opzione di esercizio anticipato che possa ridurre in modo automatico la durata dell’investimento. È bene considerare quindi che l’orizzonte operativo dovrà essere tendenzialmente di ampio respiro, anche se la quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato in ogni istante. La struttura è abbastanza semplice e prevede un rimborso a scadenza proporzionale alla performance dell’indice Msci World ESG Leaders Select Top 100 3% Decrement (EUR), con un fattore di partecipazione pari al 100%: a) al rialzo il certificato replicherà quindi linearmente l’eventuale guadagno maturato dal sottostante, senza alcun limite (no Cap); b) allo stesso modo, anche al ribasso il certificato replicherà l’eventuale perdita maturata dal sottostante, ma solo in caso di chiusura inferiore alla barriera, posta al 70% dello strike; c) se la perdita finale dell’indice sarà invece inferiore al 30%, il certificato garantirà infatti comunque il rimborso del valore nominale. Tale opzione di protezione potrà essere inoltre ulteriormente ampliata dal cosiddetto meccanismo di “Lock-in”, in ragione del quale lo strumento potrà diventare a capitale garantito se in una delle date prestabilite si sarà verificato, appunto, un “Evento di Protezione del Capitale Lock-in”: in particolare, se l’indice avrà maturato un guadagno pari o superiore al 15%, si attiverà un’opzione di rimborso minimo a scadenza pari al prezzo di emissione (100 euro). Tale opportunità sarà verificata con cadenza annuale nei giorni 31 gennaio 2023, 31 gennaio 2024, 31 gennaio 2025 e 30 gennaio 2026.
Rischio/rendimento. Dal punto di vista del rendimento potenziale, questo certificato non offre il classico mix tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario, dal momento che non è previsto il pagamento di alcuna cedola periodica. E anche in termini di rischio l’equilibrio è più sbilanciato verso il contesto azionario, pur con la presenza di un’opzione di protezione condizionata che riduce in modo evidente l’esposizione del capitale. In questo senso la logica dello strumento si sposa con un’aspettativa strettamente rialzista sul tema ESG e l’assenza di un Cap garantisce una piena partecipazione all’eventuale scenario positivo. La connotazione discreta della barriera ammette inoltre un’utile flessibilità di gestione in caso di scenario moderatamente negativo. Ciò che stona è la particolare onerosità dei costi di sottoscrizione. (riproduzione riservata)