Un terzetto di azioni Usa da spremere
Il certificato prospetta un rendimento potenziale annuo del 15%, vincolato a uno scenario di mercato non fortemente negativo
Alberto Micheli
23/09/2023
Da poco meno di un mese è disponibile su Cert-X una nuova serie di Target One Autocallable certificates targati Leonteq Securities. Si tratta di uno strumento riconducibile alla categoria dei “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del valore nominale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai tre titoli tecnologici Usa, Apple, Nvidia e Tesla. In relazione a come si muoveranno queste tre azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè al verificarsi di un evento barriera.
Struttura del prodotto. Il certificato viene proposto con una scadenza di soli due anni (18 agosto 2025), che sarà comunque accompagnata da ben 18 finestre mensili di possibile richiamo anticipato, che si attiveranno a partire dal 27 febbraio 2024 e che potranno ridurre anche sensibilmente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione anche il peggiore tra i tre sottostanti (“Worst of” appunto) farà segnare una performance positiva, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione (1.000 euro). Sempre con cadenza mensile, ma partendo già da lunedì prossimo, 25 settembre, lo strumento potrà inoltre pagare una cedola condizionata del valore unitario di 12,50 euro (1,25% lordo mensile, il 15% lordo su base annua), che sarà effettivamente corrisposta solo nelle occasioni in cui tutti i sottostanti chiuderanno a un livello superiore al cosiddetto “Coupon Trigger Level”, che per tutti è fissato al 60% del rispettivo valore iniziale: in sostanza, nelle date di valutazione in cui nessuno dei sottostanti coinvolti farà segnare una perdita pari o superiore al 40% rispetto allo strike, la cedola sarà pagata, mentre se anche uno solo dei tre titoli non rispetterà tale vincolo, la cedola non sarà corrisposta. A questo proposito va però rilevato come tutti questi importi potranno beneficiare del cosiddetto “effetto Memoria”, in virtù del quale i premi eventualmente non pagati potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, naturalmente al rispetto della condizione di pagamento. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se non si verificherà il cosiddetto “evento barriera”, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione. Per “evento barriera” si intende una situazione in cui almeno uno dei titoli chiuderà a un livello pari o inferiore alla barriera, posta anch’essa al 60% dello strike, e nessuno degli altri titoli farà segnare una performance positiva. Non sarà quindi sufficiente che un solo titolo comprometta la soglia di knock-out per vanificare la protezione del capitale, ma dovranno anche gli altri maturare un risultato negativo. Il pagamento del premio finale e il recupero di quelli precedenti eventualmente accantonati dipenderanno invece sempre dal rispetto della soglia limite da parte di tutti i titoli in gioco; b) in caso di “evento barriera”, il certificato replicherà integralmente la performance del titolo peggiore.
Rischio/rendimento. Questo prodotto ha la classica logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi periodici rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che siano condizionati introduce un rischio addizionale di mancato incasso, parzialmente attenuato dall’effetto Memoria. Il rischio di perdita rimanda invece al profilo di un investimento in azioni, soprattutto considerando che l’esposizione è accentuata dal meccanismo “Worst of”: a sua volta quest’ultima componente di rischio è però ridotta dal fatto che l’evento barriera non dipenderà solo dal forte ribasso di uno dei titoli in gioco, ma da uno scenario complessivamente negativo che dovrà riguardare tutte le azioni del paniere. Da notare infine come la data di fixing, nella quale sono stati cioè rilevati i valori iniziali del tre titoli tecnologici Usa, sia occorsa quasi sui minimi della correzione di agosto, garantendo dei “prezzo di carico” sui sottostanti relativamente vantaggiosi, pur nell’ambito di una tendenza positiva che aveva già fatto salire molto le tre azioni nei mesi precedenti. (riproduzione riservata)