Cedole mensili con memoria per Leonteq
La recente correzione dei listini si traduce in un rendimento potenzialmente superiore per il prodotto, insieme con il rischio
Alberto Micheli
18/03/2023
Settimana scorsa ha debuttato sul segmento Cert-X di EuroTlx una nuova serie di certificati Multi Express targati Leonteq Securities. Si tratta di uno strumento riconducibile alla categoria dei “prodotti a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del valore nominale condizionata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai tre titoli domestici Generali, Intesa SanPaolo e UniCredit. In relazione a come si muoveranno queste tre azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno di questi.
Struttura del prodotto. Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (3 marzo 2026) e prevede anche una cosiddetta opzione “softcallable”, che conferisce all’emittente la facoltà di rimborsare lo strumento al suo valore nominale (inclusivo del premio cedolare) prima della scadenza a sua discrezione: l’eventuale esercizio anticipato non sarà quindi vincolato al rispetto di una particolare condizione da parte dei tre sottostanti, ma dipenderà dalla volontà o meno di Leonteq di esercitare tale opzione, che si attiverà a partire dalla fine del primo semestre (settembre 2023) e avrà una cadenza mensile. Sempre ogni mese, ma partendo già dal prossimo 12 aprile, lo strumento potrà inoltre pagare una cedola condizionata del valore unitario di 10 euro (1% lordo mensile), che sarà però effettivamente corrisposta solo nelle occasioni in cui tutti i sottostanti chiuderanno a un livello superiore al cosiddetto “Coupon Trigger Level”, che per tutti è fissato al 50% del rispettivo valore iniziale: in sostanza, nelle date di valutazione in cui nessuno dei sottostanti coinvolti farà segnare una perdita pari o superiore al 50% rispetto allo strike, la cedola sarà pagata, mentre se anche uno solo dei tre titoli non rispetterà tale vincolo, la cedola non sarà corrisposta. A questo proposito va però rilevato come tutti questi importi potranno beneficiare del cosiddetto “effetto Memoria”, in virtù del quale i premi eventualmente non pagati potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, quando la predetta condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente rispettata. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se i tre titoli in gioco chiuderanno tutti al di sopra della rispettiva barriera, posta anch’essa al 50% dello strike, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato del premio finale di competenza e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti; b) se anche una sola delle tre azioni chiuderà invece a un livello pari o inferiore alla barriera, il certificato replicherà integralmente le performance del titolo peggiore e non pagherà alcun premio finale.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha la classica logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi periodici rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che siano condizionati introduce un rischio addizionale di mancato incasso, peraltro attenuato dall’effetto Memoria. Il rischio di perdita rimanda invece al profilo di un investimento in azioni, soprattutto considerando che l’esposizione è accentuata dal meccanismo “Worst of”: quest’ultima componente di rischio assume una maggiore rilevanza considerando anche che il valore iniziale dei sottostanti è stato definito lo scorso 6 marzo, poco prima che il settore finanziario venisse colpito dal recente sell-off. Il risvolto positivo è però legato al fatto che proprio questa battuta d’arresto ha imposto anche una contestuale svalutazione al certificato, che al momento quota a sconto rispetto alla parità e ammette quindi una redditività potenziale superiore. Certo, anche il rischio è lievitato rispetto all’emissione, indicativamente come se la barriera fosse collocata al 60% e non più al 50%, ma la natura discreta della stessa, unitamente all’effetto memoria che viene garantito sulle cedole mantengono l’appeal del certificato ancora elevato. (riproduzione riservata)