Leonteq, Express multi asset con premi trimestrali
Lo strumento applica il principio "Worst of" a 5 titoli azionari, mentre la soglia limite per l'esercizio anticipato è decrescente
Alberto Micheli
27/04/2019
Lunedì 15 aprile si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Express certificates targati Leonteq Securities. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso lunedì 3 giugno a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari all’8%, una di costi di strutturazione e gestione del rischio pari al 4% e una di costi legali pari al 2% del valore nominale, per un totale del 14%: queste componenti andranno a incidere in modo molto pesante sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà infatti decisamente inferiore al prezzo di emissione (86%).
Struttura e funzionamento. Il prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un insieme di cinque titoli, due quotati a piazza Affari (Moncler e Tenaris), uno su Euronext (Bnp Paribas), uno al Nyse (General Electric) e uno al Nasdaq (Mattel). In relazione a come si muoveranno queste cinque azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso. Il rischio di mercato è reso più elevato dall’applicazione del cosiddetto principio “Worst of”, che considera cioè come riferimento rilevante il titolo che di volta in volta farà registrare la performance peggiore.
Il certificato viene proposto con una scadenza di cinque anni (3 giugno 2024), accompagnata da ben 19 finestre trimestrali di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre anche sensibilmente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione. A questo proposito va segnalato come la condizione non sia costante nel tempo: la soglia limite che i cinque titoli dovranno rispettare è infatti decrescente, partendo dal 100% dello strike nella prima data utile di valutazione (3 settembre 2019) fino ad arrivare al 64% nell’ultima data di valutazione (4 marzo 2024). Di fatto ogni trimestre la soglia limite per l’esercizio anticipato si ridurrà di due punti percentuali. Sempre con cadenza trimestrale il certificato potrà inoltre pagare un cosiddetto Bonus del 2,5% lordo (25 euro), se nelle stesse date di valutazione trimestrali i cinque titoli chiuderanno tutti a un livello superiore al 70% del rispettivo valore iniziale: tale soglia limite rimarrà costante fino alle ultime tre rilevazioni, quando andrà ad allinearsi alla soglia limite per l’esercizio anticipato (68%, 66% e 64%).
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se i cinque titoli chiuderanno tutti a un livello almeno pari al 62% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000), maggiorato dell’ultimo premio trimestrale di competenza; b) se anche uno solo dei cinque titoli farà segnare una perdita pari o superiore al 38%, il certificato sarà comunque liquidato al prezzo di emissione, a patto che nessun titolo abbia maturato una perdita superiore al 50%; c) se anche uno solo dei cinque titoli farà segnare una perdita superiore al 50%, il certificato replicherà la performance del titolo peggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una struttura abbastanza articolata, condizionata sia dal criterio “Worst of” applicato a ben cinque diversi sottostanti, che impone una forte esposizione al rischio di mercato, pur se attenuata dalla protezione condizionata del capitale, sia soprattutto dall’elevato ammontare dei costi d’ingresso, che in questo caso sono davvero elevati. L’ammontare del Bonus trimestrale è interessante, ma anche qui pesa il fatto che la condizione di pagamento dovrà essere rispettata contemporaneamente da tutti i titoli oggetto dell’emissione, e inoltre che non sia previsto alcun “effetto Memoria”, per cui i premi eventualmente non pagati non potranno più essere recuperati. (riproduzione riservata)