Un Express per il debutto di Leonteq sul SeDeX
L'esito dell'investimento è legato a tre banche italiane. Premia il rischio con cedole trimestrali condizionate piuttosto generose
Alberto Micheli
26/10/2019
Giovedì 24 ottobre ha esordito sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana una nuova serie di Express certificates targati Leonteq Securities: si tratta del primo prodotto quotato dall’operatore svizzero su questo mercato, che vede quindi il suo debutto assoluto. Lo strumento non ha avuto una fase di collocamento preliminare, ma è stato quotato direttamente sul SeDeX a partire proprio dal suo giorno di emissione. In questo modo il prezzo iniziale di 1.000 euro non è stato caricato di alcuna commissione di distribuzione: per contro, l’effettivo prezzo di acquisto da parte di un investitore potrà essere solo quello corrente espresso dal mercato, quindi non necessariamente pari al valore di emissione, come avviene invece per i certificati acquistabili nella fase di sottoscrizione.
Struttura e funzionamento. Il prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un insieme di tre titoli bancari quotati a piazza Affari, Intesa SanPaolo, Mediobanca e Unicredit. In relazione a come si muoveranno queste tre azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso. Il rischio di mercato è reso più elevato dall’applicazione del cosiddetto principio “Worst of”, che considera cioè come riferimento rilevante il titolo che di volta in volta farà registrare la performance peggiore.
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (21 ottobre 2022), accompagnata da 10 finestre trimestrali di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del secondo trimestre (21 aprile 2020). Se in una di queste date di valutazione i tre titoli chiuderanno tutti a un livello superiore al rispettivo valore iniziale (2,253 euro per Intesa SanPaolo, 10,59 euro per Mediobanca, 11,742 euro per Unicredit), il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione. Sempre con cadenza trimestrale, partendo però già dal 21 gennaio 2020, il certificato potrà inoltre pagare una cedola condizionata del 2,25% lordo (9% lordo su base annua): tale importo sarà corrisposto se nelle date di valutazione previste (scadenza compresa) nessuno dei tre titoli chiuderà a un livello pari o inferiore al 50% del rispettivo valore iniziale. Se nessuno dei sottostanti si sarà cioè dimezzato o peggio, il certificato pagherà la cedola di competenza. Questi importi periodici potranno inoltre beneficiare del cosiddetto “effetto Memoria”, che consentirà di recuperare le cedole eventualmente non pagate alla prima data utile successiva. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se i tre titoli chiuderanno tutti a un livello superiore al 50% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000), maggiorato dell’ultimo premio trimestrale di competenza e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti; b) se anche uno solo dei tre titoli farà segnare una perdita pari o superiore al 50%, il certificato replicherà la performance del titolo peggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una struttura abbastanza articolata, che da un lato espone l’investimento a un rischio maggiorato per vita dell’applicazione del criterio “Worst of”, che vincola la probabilità di successo finale al comportamento del peggiore di tre diversi sottostanti azionari, ma che dall’altra offre un utile valvola di sicurezza con l’effetto Memoria garantito sulle cedole trimestrali. La stessa condizione di pagamento dei premi trimestrali, così come le barriere di protezione del capitale a scadenza, sono collocate a una distanza piuttosto ampia (50%), che rende più gestibile il rischio associato al settore bancario italiano, al quale appartengono i tre sottostanti coinvolti. Anche l’ammontare dei premi trimestrali è interessante, alla luce soprattutto dell’effetto Memoria, che di fatto richiederà il rispetto della condizione di pagamento anche solo a scadenza, quando lo stesso vincolo sarà richiesto anche per la garanzia di protezione del capitale. (riproduzione riservata)